Olimpiadi, Salvini: farò il possibile per portarle in Italia. Appendino: no di Torino perché manca chiarezza su chi finanzia

“Da cittadino italiano, padre di famiglia, da sportivo e da vicepresidente del Consiglio, farò tutto quello che è umanamente economicamente e politicamente possibile perché le Olimpiadi invernali vengano in Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini nella conferenza stampa al Viminale su ‘Spiagge sicure’.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini (Foto Ansa EPA/FLORIAN WIESER)

“Continua a piacermi il progetto che coinvolge l’intero arco alpino, avere un’asse Torino-Milano-Cortina sarebbe stato affascinante. Mi sembra d’aver capito che ci sono rivalità di campanile, però se c’è un progetto utile a 60 milioni di italiani mi sembrano cose piccole. Sono sicuro – sostiene – che i fondi privati con un minimo di spesa pubblica ci sarebbero, se qualcuno per problemi politici si ritira, e penso a Torino, è dovere degli enti locali e del governo sostenere chi non si ritira”.

Giorgetti: nessuna imboscata. “Nessuna imboscata. Per quanto riguarda lo Stato e il governo abbiamo fatto le cose in modo coscienzioso, serio e su un principio di lealtà, quindi non abbiamo rimpianti nel senso che abbiamo fatto tutto il massimo possibile”. Lo ha detto il sottosegretario, Giancarlo Giorgetti, riferendosi alla questione delle candidature italiane per le Olimpiadi invernali 2026. “Non c’è stata nessuna imboscata – ha detto Giorgetti al margine del convegno ‘Emergenza cancro’ – la questione non poteva essere più trasparente e pubblica di così ed ho parlato davnati al Parlamento”.

Appendino: no perché manca chiarezza. In giornata sono giunte anche le dichiarazioni del sindaco di Torino Chiara Appendino all’Ansa. “È fondamentale avere la massima chiarezza su chi finanzia l’evento e come. Se si vuole portare avanti l’ipotesi di Olimpiadi senza fondi statali ma sostenute da Regioni e privati si chiarisca prima chi mette quanto, altrimenti è da irresponsabili andare avanti, non si prendono impegni a scatola chiusa. Torino non c’è perché la proposta manca completamente di chiarezza”. Così, all’Ansa la sindaca di Torino Chiara Appendino sulla proposta di Veneto e Lombardia di andare avanti anche senza il sostegno del Governo.

Chiara Appendino (Foto ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

“Se da parte delle Regioni e dei privati c’è la volontà di impegnarsi finanziariamente – spiega Chiara Appendino – allora si chiarisca prima qual è questo impegno. Se si apre questo scenario allora le tre Regioni mettano nero su bianco le risorse che sono disposte a impegnare e si convochi un tavolo con aziende, sponsor, privati e gli stakeholders dei territori che vogliano sostenere l’evento e vediamo di che cifre stiamo parlando”. La prima cittadina torinese respinge le accuse sul ‘boicottaggio’ di Torino. “Torino – evidenzia – non ha mai detto no al tridente ed è falso che siamo stati noi a farlo saltare” e ricorda: “nella lettera inviata al sottosegretario Giorgetti c’era scritto che restavamo a disposizione del Coni per quanto richiesto in attesa di conoscere la decisione sullo stanziamento dei fondi”.

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