Tim guarda a nuovi investimenti in Brasile. In Italia riparte il processo di dismissione di Persidera

È durato oltre 8 ore il cda di Tim, che si è svolto nella sede romana della telco, il 24 settembre. Al centro dell’attenzione alcune operazioni straordinarie. L’ad Amos Genish ha portato al tavolo la proposta di acquisto del quinto operatore telefonico brasiliano Nextel, aprendo così una nuova stagione di consolidamento in Brasile; in Italia invece riparte il processo di dismissione di Persidera con il mandato dato all’ad di trattare un miglioramento delle due offerte sul tavolo.

Amos Genish (Ansa)

Amos Genish (Ansa)

Anche se non è più pressante l’impegno con la Commissione Ue, essendo decaduto il coordinamento e controllo di Vivendi, Tim e Gedi intendono cedere il 100% della jv nella società dei multiplex. La base sono i circa 250 milioni di euro offerti da F2i e Rai Way (che puntano alle sole infrastrutture) e quella simile del fondo ISquared (per l’intero asset), ritenute fino a 6 mesi fa insufficienti da Gedi anche sulla base della stima di Credit Suisse secondo cui la jv poteva valere circa 440 milioni di euro e la ‘fairness opinion’ del professor Mauro Bini, che indicava invece un range tra 257 e 282 milioni.
Per Sparkle si attende la nomina degli advisor e si comincia a ragionare sull’opportunità di cedere la quota, o parte, di Inwit.

Ogni opzione, “sarà comunque oggetto di ulteriori approfondimenti e successive decisioni”, ha scritto il cda.

Un punto invece viene messo alla riorganizzazione interna. Dopo l’uscita di Pietro Scott Jovane è stata eliminata la figura del Chief Commercial Officer, lasciando i responsabili del Chief Business & Top Clients Office (Lorenzo Forina) e del Chief Consumer & Small Enterprise Office (Stefano Azzi).

Il cda è stato inoltre aggiornato sulla gara in corso per le frequenze 5G per la quale le offerte sono complessivamente salite a 4,74 miliardi ma – conclusa l’ottava giornata – i rilanci non sono finiti.

Sullo sfondo resta comunque il braccio di ferro tra i due soci forti, Vivendi ed Elliott e i rumors sulla governance che nonostante le smentite continuano a tenere banco, alternativamente prendendo di mira l’ad Amos Genish o insinuando un disimpegno di Elliott.

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