Foa: la vera sfida è il web. Sogno una Rai che parli a giovani e ultracinquantenni

“Sogno una Rai che si avvicini a Netflix, una Raiflix”. Così il nuovo presidente di Viale Mazzini risponde alla domanda della Verità su come sarà la Rai di Marcello Foa. “Non sarà mia”, precisa Foa, “ma apparterrà a questo Cda e anche all’amministratore delegato Fabrizio Salini, grande professionista con un ruolo strategico. Questa Rai – prosegue – dovrà recuperare il ritardo sul mondo digitale, avvicinarsi ai giovani oltre che confermarsi leader per gli ultracinquantenni”. E aggiunge: “vorrei che si abbassasse il tasso di politicizzazione e aumentasse il pluralismo. È un sogno, ma ci muoveremo con tenacia verso gli obiettivi”.

Marcello Foa (Foto Vincenzo Livieri – LaPresse)

La sfida del web. Parlando proprio degli obiettivi intervistato dal Messaggero, Foa spiega che la vera sfida sarà “quella sul web. La Rai sta indietro su questo terreno. La missione più importante in assoluto che mi pongo – dice il neo presidente – è quella di far recuperare questo gap all’azienda. Negli Stati Uniti, se cerchi una notizia sui motori di ricerca è la Cnn o un’altra grande emittente la prima in cui incappi. In altri Paesi, penso alla Francia ma non solo, è la televisione pubblica quella che, se clicchi in rete alla ricerca di qualcosa, ti fornisce l’informazione che cerchi. Qui in Italia, con la Rai, non è così. Questo deve cambiare”.

Mandato ampio e fiduciario. Dopo “due mesi difficili” in cui dice di aver “ricevuto da esponenti della maggioranza messaggi di solidarietà, attenzione e premura”, Foa sostiene che il mandato del governo sia “ampio e fiduciario. La parola d’ordine è portare aria fresca in Rai”. Cambiare i direttori dei tg? “Fa parte del mandato. Sono stati nominati dal precedente consiglio di amministrazione e non tutta l’informazione è sembrata esente da settarismi”. Anche dei direttori di rete “mi occuperò perché rientra nei compiti del consiglio. Ma so bene che è l’amministratore delegato, Fabrizio Salini, che per legge deve proporre i nomi per le varie caselle”.

Cambiamento culturale. Foa è consapevole che “in tre anni non si fa la rivoluzione in Rai” ma che “in questo periodo bisognerà avviare un cambiamento culturale, con un’informazione più corretta e meno di parte come viene considerata con rimprovero dai cittadini”. Assicura “che la meritocrazia è la mia bussola e non guardo alle casacche politiche”. E rispondendo al Corriere della Sera sul percorso verso la nomina ironizza: “mi sento ‘La donna che visse due volte’. Spero di non finire come la protagonista del film di Alfred Hitchcock”.

Nomina e riserve legali. Foa è tranquillo sulla possibilità che la sua elezione sia impugnabile dal punto di vista giuridico: “ho preso molto sul serio le riserve legali, non sono un temerario” ma soprattutto “i legali interpellati lo escludono. Non esisteva alcuna norma che vietasse la riproposizione dello stesso candidato. Senza contare che l’1 agosto non fui bocciato: mancò solo il quorum perché Pd, Forza Italia e Leu non votarono”. “A parte una scheda bianca, gli altri 22 commissari erano a mio favore”. Poi è stato eletto con il sì di M5S, Lega, FdI e Forza Italia (in Commissione di Vigilanza i sì sono stati 27, 3 contrari, una scheda nulla e una bianca; hanno votato 32 componenti su 40).

Non sono l’unico marziano in Rai. Foa – che al ‘Corriere’ si dichiara “cattolico, come i miei genitori” – fa sapere che non avrebbe “mai immaginato di passare da Lugano a Roma, dove ovviamente mi trasferirò con la residenza come doveroso per il presidente della Rai”. E alla Verità, che gli domanda se è possibile che un marziano cambi le cose in Rai, ribatte: “per la verità in Consiglio di amministrazione non sono l’unico marziano, molti consiglieri arrivano da mondo diversi”.

La telefonata in Grecia. Al Corriere Foa svela anche un retroscena sulla telefonata ricevuta da Palazzo Chigi quando era in vacanza in Grecia: “a fine luglio ero partito con la famiglia per l’isola greca di Skyros”, spiega, “volevo riposarmi”; ma “giovedì 26, alle 21, mi ha telefonato Salvini per sondare la mia disponibilità. Subito dopo è giunta una comunicazione anche da Palazzo Chigi. Ho chiesto: quanto tempo mi date per decidere? Due ore, è stata la risposta”.

La nota di Fnsi e Usigrai. Commentando proprio quest’ultimo passaggio dell’intervista al Corriere della Sera Fnsi e Usigrai scrivono in una nota: “Foa viola la legge, Parlamento e Cda intervengano”. Perché, secondo i sindacati, “parlando di mandato fiduciario del governo”, Foa “ammette di non avere il requisito previsto dalla legge di notoria indipendenza di comportamenti”.

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