Rai, il presidente della Vigilanza Barachini: voto su Foa regolare. Nessun accesso agli atti

L’esito della votazione di ieri sera in commissione di Vigilanza su Marcello Foa presidente Rai è “pienamente regolare e incontrovertibile”. Lo afferma il presidente della bicamerale, Alberto Barachini, nella lettera di risposta al capogruppo Pd Davide Faraone e ai componenti dem in Vigilanza che hanno chiesto l’accesso agli atti, dopo la votazione che ieri ha portato alla ratifica della nomina di Foa alla presidenza Rai.

La Richiesta, ha sottolineato Barachini, “non può essere accolta”.

“La voglio rassicurare – ha scritto Barachini a Faraone – sulla assoluta regolarità delle operazioni di voto che si sono svolte nella seduta di ieri 26 settembre 2018, nel corso della quale non sono state avanzate contestazioni da parte di alcuno dei commissari presenti: lo scrutinio delle schede – al quale ha preso parte il segretario onorevole Capitanio – non ha evidenziato alcuna irregolarità. Tutte le schede computate, rispettivamente come voto favorevole e voto contrario, riportavano inequivocabilmente l’indicazione prevista, ovvero ‘favorevole’ o ‘contrario’ (per completezza di informazione non era presente alcuna dicitura ‘sì’ o ‘no’)”.

Il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini (foto ANSA/CLAUDIO PERI)

“L’esito della votazione – ha continuato il presidente della Vigilanza – è pertanto pienamente regolare ed incontrovertibile, essendosi registrata – ripeto, senza alcuna contestazione durante la seduta – una situazione che ha visto 27 voti favorevoli, 3 voti contrari, una scheda bianca ed una scheda nulla, con conseguente perfezionamento della condizione di efficacia prevista dall’articolo 49, comma 5, del decreto legislativo n. 177 del 2005, e successive modificazioni, per la nomina del presidente del cda Rai”.

“La commissione di scrutinio non ha ravvisato gli estremi per l’annullamento delle schede cui lei si riferisce né, tantomeno, dell’intera votazione: gli articoli 57, comma 1, del regolamento della Camera e 118, comma 1 del regolamento del Senato prevedono infatti la possibilità per il presidente, apprezzate le circostanze, di annullare la votazione e di disporne l’immediata ripetizione, quando si verifichino irregolarità”.

“L’apprezzamento delle circostanze che conducono al possibile annullamento della votazione sono rimesse alla discrezionalità di chi presiede la seduta: non essendovi state richieste o segnalazioni di irregolarità nell’immediatezza delle operazioni di voto, non si è reso necessario alcun intervento”.

“Peraltro – ha sottolinea ancora il presidente della Vigilanza – qualora il suo gruppo avesse inteso presenziare al momento della votazione e del successivo scrutinio, l’onorevole Anzaldi avrebbe potuto esercitare la sua funzione di segretario, pur senza partecipare al voto, secondo una prassi di frequente applicazione: sarebbe stato considerato presente ai soli fini del numero legale della seduta. In tal modo, sarebbe stato possibile avanzare, nell’immediatezza, eventuali rilievi e contestazioni”.

“Alla luce di tali considerazioni – ha concluso – la vostra richiesta non può pertanto essere accolta”.

Via Facebook è arrivata in serata la replica da parte di Michele Anzaldi. “La secretazione degli atti della votazione su Foa, decisa dal presidente della Vigilanza Barachini violando regole e trasparenza, umilia il suo ruolo di garanzia, piegato ai diktat della maggioranza della quale Forza Italia fa parte a pieno titolo, e rappresenta la pietra tombale sulle chiacchiere di questi anni del Movimento 5 stelle: erano partiti facendo conoscere lo streaming agli italiani e sono arrivati portandogli la secretazione degli atti di una votazione parlamentare, un abuso senza precedenti pur di impedire qualsiasi verifica. Un’involuzione imbarazzante”.

“La nomina di Foa alla presidenza della Rai, ha proseguito il segretario della Commissione e deputato Pd, rappresenta il lato più opaco e inquietante del Governo Salvini-Di Maio. Su nessuna altra questione abbiamo visto in questo mesi un tale livello di arroganza, di fame di poltrone, di oltraggio alle regole e violazione delle leggi. Addirittura c’è stata anche l’alterazione di una votazione parlamentare, con due voti volutamente resi riconoscibili e quindi nulli in Vigilanza”.

“Chi doveva dare tali certezze a Salvini? Perché il presidente Barachini prima ha detto che gli atti erano a disposizione e poi ha cambiato idea? Chi gli ha fatto cambiare idea? Perché Salvini è così interessato alla Rai? Perché poteva rinunciare a tutto, dalle presidenze delle Camere ai vertici di Ferrovie e Cdp, ma non alla Rai? Cosa c’è in Rai che gli interessa così tanto? Addirittura è tornato ad Arcore a trattare con Berlusconi, pur di incassare questa nomina contro il rispetto delle leggi. Per settimane aveva detto che non avrebbe mai trattato con Forza Italia, invece le garanzie che ha offerto al Cavaliere, con il sostegno di Di Maio, devono essere state così convincenti che Forza Italia in un giorno ha fatto un’umiliante retromarcia, umiliante per i suoi commissari in Vigilanza che prima hanno sostenuto l’illegittimità di Foa e poi lo hanno votato senza dire una parola”.

“Ora assisteremo ad una stagione di occupazione e lottizzazione che farà impallidire i tempi dell’Editto bulgaro. Lo si è già visto con il primo proclama di Foa, che appena eletto ha subito annunciato di voler epurare i direttori dei telegiornali perché questo è il mandato ‘fiduciario’ che ha ricevuto dal Governo. Ci opporremo con tutti gli strumenti esistenti all’asservimento del servizio pubblico alla propaganda di Lega e M5s, all’asservimento della Rai al Patto di Arcore, al tentativo di eliminare il pluralismo dall’informazione”, ha concluso.

 

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