Prix Italia: torna a vincere Rai, premiata anche Gedi. Elogi alla giapponese Nhk per progetto tv e web sul suicidio giovanile

Al 70° Prix Italia l‘Italia torna tra i migliori con Rai e Gedi. Premiati anche Giappone, Finlandia, Francia, Olanda, Portogallo e Regno Unito.

Un progetto tra web e tv per combattere e prevenire la tentazione del suicidio tra i giovanissimi, e per dare vita a occasioni di incontro e confronto. E’ un tema nascosto quanto drammatico quello affrontato da “Tv for the sake of living: #on the night of August 31”, firmato dalla Nhk giapponese. Un progetto doppiamente premiato al 70° Prix Italia, a Capri: si aggiudica, infatti, il Premio Speciale Presidente della Repubblica e quello per la Categoria Web Factual. Di segno opposto – una commedia romantica interattiva di cui decidere l’esito – è “Appdate” della portoghese Rtp, che vince nella sezione Web Enterteinment.

Vincitori programma “Il Sottosopra” di Rai Radio3

Dedicato ai nuovi media anche il premio speciale per le Cross-Platform: a imporsi è “Civilisation Festival” della Bbc, un progetto che coinvolge l’emittente inglese e musei, gallerie, biblioteche e archivi. In questa sezione, ultima ad essere istituita, anche un po’ di Italia: una Menzione Speciale è per “Cronache di un sequestro” del gruppo Gedi/Repubblica che ricostruisce i giorni del sequestro Moro unendo alla parola scritta le immagini e i linguaggi sul sito del quotidiano.

Alla doppietta giapponese l’Europa risponde aggiudicandosi le sezioni Radio e Tv. E nella categoria Radio Documentary e Reportage la Rai torna a vincere il Prix Italia: lo fa con “Il sottosopra” di Radio3, un viaggio sonoro nelle miniere della Sardegna, accompagnato da chi ha vissuto quei luoghi.

Il premio per il Radio Drama va in Francia, ad Arte Radio, per “Mon prince viendra”, una fiction radiofonica di genere comico romantico.

Bandiera finlandese, infine, sulla categoria Radio Music: è “Queen of the cold land” della Yle un’opera radiofonica che riflette sul senso di un’identità nazionale.

Per la Tv, doppietta olandese della Npo: nelle Performing Arts con “Etgar Keret, based on a true story”, un’immersione nell’immaginario del protagonista tra reale e assurdo; e in Tv Documentary con “Alicia”, che segue per tre anni una bambina senza famiglia e dal destino incerto.

Dopo il progetto Cross-Platform Bbc vincente, infine, nei Tv Drama con “Three Girls” che racconta la storia di una ragazza desiderosa di fare nuove amicizie, ma trascinata in un mondo spaventoso.

L’Italia – ancora con Gedi Digital – torna protagonista nel Premio Speciale Signis: vince con il documentario “Un unico destino. Tre padri e il naufragio che ha cambiato la nostra storia” che racconta le vicende di alcuni sopravvissuti alla tragedia marina dell’ottobre 2013 al largo di Lampedusa. Sempre per Gedi, Menzione Speciale al doc “Daphne. Chi era Daphne Caruana Galizia e perché è stata uccisa?”, sul recente omicidio della giornalista investigativa maltese.

Marino Sinibaldi foto uff stampa Rai)

Marino Sinibaldi foto uff stampa Rai)

PRIX ITALIA 70: I VINCITORI DELLA SEZIONE RADIO
Un viaggio sonoro nelle miniere della Sardegna: è “Il sottosopra” di Gianluca Stazi per Radio3, con cui Rai torna a vincere il Prix Italia, nella categoria Radio Documentary e Reportage. “Un brano radiofonico quasi scolpito – scrivono i giurati nella motivazione – con un uso radicale degli effetti e di voci solitamente inascoltate. L’ascoltatore si sente calamitato dalla luce all’oscurità di una miniera e in uno stallo esplosivo.

Un’osservazione eloquente, persino un microcosmo di un mondo in mutazione, di una bellezza dissotterrata, di un’evocazione e di un passato di cameratismo, che echeggia gli spazi vuoti rimasti tra le montagne”.”È una vittoria che naturalmente ci rende orgogliosi soddisfatto perché da molti anni la Rai non vinceva in questa categoria. Invece da qualche tempo con tutta Radio3 abbiamo pensato a nuove forme di racconto della realtà, a nuovi linguaggi che, come in questo caso, riuscissero a restituire tutta la profondità di un mondo”.  Commenta  il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi,”in questo caso il mondo è quello del lavoro in un luogo come quello delle miniere sarde dove quel lavoro è scomparso. Ma non restano solo le macerie come non resta solo la disoccupazione. Quello che qui viene raccontato è anzitutto un intreccio di sentimenti (l’orgoglio, la memoria, la perdita, la dignità), di luoghi (i villaggi, i pozzi, le gallerie), di parole perdute e oggi ritrovate. Solo ricorrendo a queste diverse dimensioni si può raccontare oggi una realtà complessa come quella del lavoro e delle sue trasformazioni. E solo con un linguaggio innovativo dal punto di vista narrativo e tecnico”. “Siamo felici – conclude il direttore di Radio3 – che la giuria abbia riconosciuto la densità e il valore di questo impegno. Questo premio ci spinge a proseguire sul terreno dei documentari e dei reportage che hanno una grande tradizione radiofonica ma, nell’omologazione che incombe sui diversi mezzi di comunicazione, sembravamo sul punto di scomparire”.

Menzione Speciale, invece, per “A portrait of a Fosetr family” di Kirsti Melville per l’Australiana Abc,
Musica, storia e contemporaneità si incontrano nell’opera “Queen of the cold land” – musicata da Riikka Talvitie, scritta da Riikka Talvitie e Tommi Kinnunen con l’Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese – che vince la categoria Radio Music: “La giuria – è la motivazione – ha apprezzato in modo particolare l’umorismo innovativo attraverso il quale la sceneggiatura affronta i miti nazionali finlandesi con una prospettiva contemporanea”.

Per il Radio Drama vince la Francia con “Mon prince viendra” di Klaire fait Grr (Claire Bontemps), una commedia su una giovane donna in cerca della scintilla dell’amore. “Quest’opera di fiction di 14 minuti – scrivono i giurati – è un prisma attraverso il quale assistiamo alla sua ricerca del partner perfetto. In un mondo pieno di possibilità, ha l’imbarazzo della scelta. È una commedia romantica alternativa”.

In questa sezione, infine, Menzione Speciale per il dialogo tra due anime bandite dal paradiso di “From Eden” di Gorretti Slavin per l’irlandese Rte.

La presidentessa di giuria Mihaela Liliana Shefer annuncia che il vincitore della categoria Radio Music del Prixitalia2018 è il finlandese Queen of the Cold Land

PRIX ITALIA 70: I VINCITORI DELLA SEZIONE TV
Due categorie tutte Oranje: La Npo olandese vince il Prix Italia nelle categorie Tv Performing Arts e Tv Documentario. Nella prima si aggiudica il primato “Etgar Keret, tratto da una storia vera”, di Stephane Kaas, che mescola diversi linguaggi per intrecciare la vita quotidiana dell’autore con storie bizzarre quanto universali. Per i giurati “una modalità perfetta per dare vita alla parola scritta, che valorizza la sua opera e il ritmo dolce e rilassato. Il film, affascinante e ironico, mostra grande affetto nei confronti dei personaggi e sorprende dalla prima all’ultima scena. Menzione Speciale, invece, per il mondo degli artisti “ousider” di “Creazioni dall’Oscurità” della Nhk giapponese.

Per i Tv Documentay, ancora Npo con “Alicia”, di Maasja Ooms, ritratto di una giovane ragazza alla deriva, dalla famiglia affidataria a una serie di istituti. “È la fotografia – secondo i giurati – di un sistema che non funziona, dell’eredità sociale e della mancanza d’amore. Un argomento delicato trattato con affettuosa compassione senza mai giudicare la madre assente e gli assistenti sociali”.

Nei Tv Drama, vittoria targata Bbc con “Three Girls” di Philippa Lowthorpe: per i giurati, “una serie potente, che racconta una storia terribile ma vera con una regia moderna e coinvolgente. Tre giovani ma grandi attrici ci conducono in un viaggio all’inferno con empatia e fortissimo coinvolgimento emotivo”.

PRIX ITALIA 70: I VINCITORI WEB E CROSS-PLATFORM
Quando web e tv si incontrano, per affrontare un tema delicatissimo: i suicidi tra gli adolescenti giapponesi all’inizio dell’anno scolastico. Succede in “Tv for the sake of living: #on the night of august 31” che si aggiudica il Prix Italia 2018 nella categoria Web Factual per l’emittente giapponese Nhk. Secondo i giurati “il programma – diretto da Yoshihiro Watanabe – ha saputo reinterpretare il ruolo del servizio pubblico giapponese, trattando un tema delicatissimo e offrendo spazi di conforto e consulenza sulle piattaforme digitali di riferimento dei propri utenti più giovani, senza distinzione tra esperienza lineare e non lineare. Il programma TV, nel quale il digitale è stato brillantemente integrato costituendo un modello di per il servizio pubblico futuro, è diventato così un veicolo di marketing e comunicazione perfetto per il supporto offerto online, rovesciando le gerarchie tradizionali”.

Nella stessa categoria, Menzione Speciale per “The Industry, mapping the dutch drug economy” che unisce forza dell’inchiesta e innovazione digitale per trattare il tema della droga.

ella categoria Web Entertainment si aggiudica il Prix Italia “Appdate”, di Guilherme Trindade per la portoghese Rtp che coinvolge il pubblico attraverso una App di dating online. Una serie che – si legge nella motivazione – “ha colpito la giuria per l’approccio leggero, innovativo, fuori dagli schemi e per la potenzialità di coinvolgere target molto giovani su un tema di estrema rilevanza per loro”.

Va alla Bbc, invece, il nuovo premio Cross Platform: vince la piattaforma “Civilisation Festival” di Mark Macey che – per i giurati – “è un vero successo nel campo del cross-platform ottenuto attraverso vari strumenti, che consente di collegarsi al grande patrimonio dell’umanità, facendo uso, in modo particolarmente creativo, di una vasta collezione di oggetti, documenti e video d’archivio. Realizzato in collaborazione con una serie di istituzioni, assume un immenso valore culturale ed educativo, di fondamentale importanza per i grandi broadcaster di servizio pubblico per legittimare, oggi e nel futuro, la loro ragion d’essere”.

Menzione speciale, infine, per una produzione italiana: “Cronache di un sequestro” di Gedi Digital che riscostruisce il sequestro di Aldo Moro, abbinando materiali stampati, documenti storici e contributi video.

PRIX ITALIA 70: I VINCITORI DEI PREMI SPECIALI
E’ “The sake of living: #on the night of august 31”, un progetto tra Tv e Web della Nhk giapponese sul tema dei suicidi tra gli adolescenti, ad aggiudicarsi il Premio Speciale Presidente della Repubblica al 70° Prix Italia. Secondo i giurati di questo premio “questa campagna multipiattaforma ci presenta giovani in conflitto con la propria identità e alle prese con problemi psicologici e cerca di trovare una soluzione”.
La Giuria ha anche attribuito una menzione speciale a “Etgar Keret, tratto da una storia vera”, “un documentario ben scritto e ben realizzato – è la motivazione – godibile, divertente e allegro, propone un ritratto documentaristico inedito e innovativo di un soggetto. In modo intelligente, il personaggio è al tempo stesso protagonista e strumento di narrazione”.

Solo Italia, infine, nel Premio Signis assegnato a “Un unico destino. Tre padri e il naufragio che ha cambiato la nostra storia” di Gedi digital, un documentario che prende le mosse dal tragico naufragio di migranti al largo di Lampedusa, nell’ottobre 2013. Per i Giurati “grazie a uno storytelling eccellente, la perdita di centinaia di vite in mare mantiene una dimensione intima, concentrando la narrazione sulla storia di tre padri e le loro famiglie. La storia si rivela poco a poco, mantenendo un livello di suspense e di intensità emotiva che raggiunge nel profondo lo spettatore. Un severo richiamo al fallimento morale di individui e nazioni nel soccorrere una barca alla deriva”.

Ancora a Gedi una Menzione Speciale del Premio Signis per “Daphne. Chi era Daphne Caruana Galicia e perché è stata uccisa?”, un’inchiesta sull’omicidio di una giornalista maltese. Un riconoscimento attribuito – si legge nelle motivazioni – “per aver narrato la storia di una giornalista e di quanto il giornalismo possa diventare fondamentale nella ricerca di verità e giustizia, spesso richiedendo enorme coraggio”.

Karina Laterza (Segretario generale Prix Italia) e Carlo Gentile, presentatore della cerimonia di premiazione

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