Chiusa asta per il 5G: allo Stato 6,55 miliardi contro i 2,5 previsti dalla Legge di Bilancio

Dopo “14 giornate di miglioramenti competitivi e con 171 tornate” si è conclusa la gara 5G. L’ammontare totale delle offerte ha raggiunto i 6.550.422.258,00 euro, superando di oltre 4 miliardi l’introito minimo fissato nella Legge di Bilancio. Lo annuncia il ministero dello Sviluppo in una nota, specificando che l’introito raggiunto ha superato del 164% il valore delle offerte iniziali e del 130,5% la base d’asta.

La gara era stata organizzata in tre blocchi: quello da 700 MHz, suddiviso in cinque lotti che sono andati a Iliad, e, due ciascuno, a Tim e Vodafone, per un totale di circa 2 miliardi di euro; quello più ambito della banda 3.700, suddiviso in quattro lottiandati a Tim (quello specifico da 80 MHz per 1,694 miliardi), a Vodafone (quello generico da 80 MHz per 1,685 miliardi), a Wind Tre (20 MHz per 483 milioni) e a Iliad (20 Mhz sempre per 483 milioni). Infine il blocco per la banda 26GHz, suddiviso in cinque lotti, aggiudicati uno per ogni società (in questo caso c’è anche Fastweb), che hanno speso circa 32,5 milioni ciascuna.

Al tavolo dei rilanci le società sono arrivate a spendere cifre molto superiori a quelle versate negli altri principali Paesi europei. Da Tim saranno versati 2,407 miliardi di euro (di cui 480 milioni quest’anno), mentre da Vodafone arriveranno a 2,4 miliardi.

Non tutte le frequenze assegnate saranno immediatamente disponibili (i diritti d’uso dei 700 Mhz verranno messi a disposizione da luglio 2022, mentre le altre frequenze dal 1 gennaio 2019) e, quindi, non tutti i soldi andranno versati subito. Per il 2018 è previsto un assegno totale di 1,25 miliardi, per il 2019 di appena 50 milioni, per il 2020 di 300 milioni, per il 2021 di 150 milioni e la restante eccedenza verrà pagata nel 2022.

Il tema del 5G non sembra lasciare indifferente il governo. Lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a un recente convegno proprio sul 5G ha detto che gli operatori saranno “ben ripagati”, con investimenti tecnologici ma anche, se sarà possibile salvaguardando la priorità della salute pubblica, con modifiche ai limiti sulle emissioni elettromagnetiche, che in Italia sono i più severi d’Europa. Non a caso l’a.d. di Vodafone Italia, Aldo Bisio, ha  soddisfazione per l’esito della gara, invocando però “misure, a partire dalla semplificazione delle procedure autorizzative, volte a garantire la sostenibilità di tali investimenti”.

“Grazie all’aggiudicazione di tutte e tre le frequenze in gara, Tim consolida la sua posizione di leadership in Italia”, ha commentato l’amministratore delegato Amos Genish. “Le nuove frequenze acquisite rappresentano un asset fondamentale per lo sviluppo futuro del gruppo e contestualmente per la crescita della digitalizzazione del Paese”, ha spiegato, definendo il 5G “un fattore abilitante per una serie di servizi in grado di rivoluzionare la vita dei cittadini, consumatori e imprese, proiettandoci in un ambiente in cui tutto sarà più smart e connesso”.

L’a.d. di Wind Tre, Jeffrey Hedberg, ha assicurato di avere “le risorse finanziarie e una struttura di costi snella” per lo sviluppo del 5G.

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