Tiro a segno contro Matteo Tarolli candidato a Rai pubblicità

Il Fatto quotidiano si dà da fare per bruciare ancora prima delle candidature ufficiali per la responsabilità di Rai Pubblicità quella di Matteo Tarolli, responsabile a Roma del centro media Zenith Optimedia, e “spinto”, secondo il quotidiano, da Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ministro dello Sport, politico di punta della Lega.

Matteo Tarolli (foto Linkedin)

Matteo Tarolli (foto Linkedin)

 

Per dimostrare che Tarolli non è adatto a un ruolo molto delicato anche da un punto di vista degli equilibri politici e di mercato che coinvolgono Rai pubblicità, Il Fatto racconta la storia del padre Ivo Tarolli, ex senatore dell’Udc che, scrive il quotidiano, “ai tempi dello scandalo della scalata ad Antonveneta (2005), fu uno dei più strenui difensori dell’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Un’amicizia molto stretta, quella tra Tarolli e Fazio, che si sono frequentati a lungo, a Roma, a casa dell’ex governatore, e a Villazzano, vicino a Trento, nella villa di famiglia dei Tarolli. Tanto che Carlo Tarolli, secondogenito di Ivo e fratello di Matteo, nel settembre nel 2013 è convolato a nozze con Eugenia Fazio, figlia dell’ex governatore”. “L’ex senatore Tarolli”, prosegue il Fatto, “nel corso degli anni ha tessuto anche altri rapporti importanti. Con Luigi Bisignani, per esempio, e con il mondo cattolico vicino all’Opus dei”.

Il Fatto cita anche altri due candidati: Alessandro Ronco, stimato media manager appena uscito dalla Ferrero, il cui nome è in ballo da mesi, subito dopo l’uscita di Fabrizio Piscopo ex ad di Rai Pubblicità. E Alessandro Mombelloni, gradito ai 5 Stelle, ceo dal 2015 di Nami Agency, agenzia di consulenza nel settore comunicazione e pubblicità, dopo aver lavorato per due anni come ceo Italy a Tenthavenue, per sette anni come ceo e chairmain a Kinetic Worldwide, uscito quando Wpp ha preso in mano la compagnia, e per un anno come ceo a Palio Group.

 

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