Il Telegraph alza l’asticella del paywall: più notizie di politica ed economia per gli abbonati premium

Il Telegraph metterà la maggior parte dei suoi contenuti di politica, business e lifestyle a pagamento, per promuovere le iscrizioni al servizio premium. La mossa dell’editore è l’ultimo step di una svolta nella strategia digitale seguita dal giornale inglese. Entro fine anno infatti l’ammontare delle notizie protette dal paywall passerà dal 20% attuale ad un terzo dei contenuti totali, nella speranza di acquisire nuovi iscritti al servizio premium.

Nick Hugh, ceo del Telegraph

Altri cambiamenti pensati per accrescere il numero dei lettori paganti sono un aumento del focus sul lifestyle e anche alcuni contributi extra di cultura ed economia, di cui la metà saranno disponibili solo per il servizio premium al costo di 2 sterline a settimana. Per la prima volta nella storia del quotidiano anche alcuni articoli della sezione viaggi faranno parte dell’iscrizione a pagamento, così come anche il 15% delle news, e dei pezzi che riguardano cinema e tecnologia.

La scelta di mettere a pagamento la maggior parte delle notizie di determinati settori, come la politica e l’economia, derivano – secondo quanto sarebbe stato detto allo staff – da analisi interne che hanno evidenziato come questi siano i temi che creano maggior engagement con i lettori, che tradotto significa che sono i contenuti per cui gli affezionati al Telegraph sono più facilmente disposti a pagare.

Il rafforzamento del paywall fa parte della strategia messa a punto dal ceo Nick Hugh, con l’obiettivo di creare un futuro solido per il giornale, puntando ad accrescere il numero degli abbonati per continuare a offrire ai lettori un giornalismo di qualità.  Il suo piano, come spiega in una nota pubblicata sul sito del Telegraph stesso, prevede il rafforzamento del servizio premium e del corpus della redazione stessa, nell’ottica di migliorare e ampliare l’offerta delle notizie per la community dei lettori.

Homepage del Telegraph

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