Di Maio attacca stampa e giornalisti Gedi. Rabbia e solidarietà da colleghi e politici

“Ancora un volta il vicepremier Luigi Di Maio non perde occasione per mostrare a tutti gli italiani la sua cultura”. I cdr di Repubblica ed Espresso rispondono così al vicepremier Luigi Di Maio che  in una diretta Facebook ha attaccato il Gruppo Gedi, editore di Repubblica, evocando la morte dei giornali e il licenziamento dei giornalisti.

Di Maio, scrivono i cdr di Repubblica e L’Espresso in un comunicato, “non solo ignora che il Gruppo Espresso non esiste più da due anni, confluito nel più articolato gruppo Gedi che è leader in Italia nell’informazione quotidiana e multimediale. Ma dimostra per l’ennesima volta di non conoscere la differenza tra bufale e notizie, evidentemente perché espertissimo della prima fattispecie e allergico alla seconda.

Luigi Di Maio (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

Nella sua dichiarazione  – prosegue la risposta dei Cdr – Di Maio parla inoltre senza cognizione di causa, ed è grave essendo lui anche ministro del Lavoro, di ‘processi di esuberi’ e di ‘giornali che stanno morendo’: tradendo così una sua speranza recondita. Ma può mettersi l’anima in pace: Repubblica, L’Espresso e le altre testate del gruppo Gedi non moriranno e, Costituzione alla mano, continueranno a fare quello per cui sono in testa alle classifiche della diffusione digitale e cartacea nel nostro Paese: raccontare la verità, soprattutto quando è scomoda per il potente di turno”.

In un video su Facebook, Di Maio aveva affermato: “Per fortuna ci siamo vaccinati anni fa dalle bufale, dalle fake news dei giornali e si stanno vaccinando anche tanti altri cittadini tanto è vero che stanno morendo parecchi giornali tra cui quelli del Gruppo L’Espresso che, mi dispiace per i lavoratori, stanno addirittura avviando dei processi di esuberi al loro interno perché nessuno li legge più perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà”.
Via Twitter, il presidente Marco De Benedetti invita l'”onorevole Luigi Di Maio” a stare “sereno, il Gruppo Gedi non sta morendo. Grazie alla professionalità dei suoi giornalisti siamo il primo gruppo editoriale del Paese. Grazie agli investimenti fatti siamo leader nel digitale. Soprattutto continueremo a raccontare la verità”.

“Alla fine della giornata resta la domanda: qual è il problema di Di Maio? Repubblica è la testata con più lettori in Italia ma non si è messa ad applaudire sotto il balcone. Se ne faccia una ragione e provi a governare, se ne è capace. Noi siamo solidi e sereni. Buonanotte” Il tweet del direttore di Repubblica, Mario Calabresi.

Reazioni alle parole del vicepremier arrivano anche dal mondo politico: “Di Maio si dovrebbe vergognare”, afferma il segretario del Pd Maurizio Martina, “ma ormai purtroppo non possiamo stupirci perchè il modello di questi signori è diventato Orban. La curva illiberale di questa maggioranza è pericolosa per il paese e per tutti i cittadini”, dichiara da Milano il leader dem. “Mai visto ministro del Lavoro che gioisce per lavoratori in esubero, ministro dell’Industria che giosce per un’azienda in difficoltà, vicepremier che spera in chiusura di un giornale”, gli fa eco su Twitter il deputato dem Michele Anzaldi. “Unico posto di lavoro che gli interessa è il suo”.

“Di Maio e i Cinque Stelle hanno tirato giù la maschera e adesso fanno il tifo per la chiusura dei giornali: un ministro del lavoro che si compiace dei licenziamenti, un vicepremier che attacca la libertà di stampa”, ha scritto Matteo Renzi su Facebook

“Si può essere d’accordo o meno con quanto si trova scritto su Repubblica o L’Espresso, ma una cosa è certa: le notizie su quei giornali ci sono, e sono il frutto di professionalità, di passione e di rigore”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “A qualcuno del governo può non piacere, ma la ricerca della verità è anche frutto di un giornalismo libero. Dalle parti di Palazzo Chigi se ne devono fare una ragione…”.

“C’è solo un modo per rispondere alle vergognose parole di Di Maio: andare in edicola e comprare Repubblica, l’Espresso e La Stampa”, ha twittato invece Pietro Grasso.

“Non avete idea di quante volte ho motivo di arrabbiarmi con un giornale per qualcosa che riguarda il mio lavoro o la mia città. Però poi ci rifletto e spesso trovo anche dalle critiche uno stimolo per far meglio. Lunga vita ai giornalisti e ai loro giornali!”. Così scrive su Facebook, mostrando la sua scrivania ricoperta di quotidiani,  il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Al fianco dei giornalisti di Repubblica ed Espresso la Federazione nazionale della stampa: “Gli insulti del vicepremier Luigi Di Maio ai giornalisti di Repubblica e dell’Espresso sono l’ennesima dimostrazione del disprezzo nutrito nei confronti dell’informazione libera e del ruolo che questa è chiamata a svolgere in ogni democrazia liberale”, scrivono in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi. “Di Maio, come del resto buona parte del governo, sogna di cancellare ogni forma di pensiero critico e di dissenso e si illude di poter imporre una narrazione dell’Italia lontana dalla realtà. Auspicare la morte dei giornali – continuano – non è degno di chi guida un Paese di solide tradizioni democratiche come è l’Italia, ma è tipico delle dittature. È bene che il vicepremier se ne faccia una ragione: non saranno le sue minacce e i suoi proclami a fermare i cronisti di Repubblica e dell’Espresso, ai quali va la solidarietà del sindacato dei giornalisti italiani, e a piegare il mondo dell’informazione ai suoi desiderata”.

Critiche al ministro e solidarietà ai colleghi anche nella nota diffusa dal cdr de La Stampa. “E’ vergognoso – si legge – che un ministro della Repubblica, per paradosso ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, preveda la morte di una impresa del nostro Paese dando l’impressione addirittura di compiacersene. I giornalisti de La Stampa possono garantire al ministro Di Maio che non si lasceranno intimidire e continueranno nel loro lavoro di informare pienamente i cittadini assieme a tutti i colleghi delle altre testate del Gruppo Gedi”.

Sulla stessa sintonia il cdr del Corriere della Sera. “E’ inaccettabile che il vicepremier Di Maio si compiaccia di fronte a un momento di difficoltà di un giornale e di un’azienda. Ed è inaccettabile che un rappresentante delle Istituzioni, che è anche ministro del Lavoro e dello Sviluppo, ritenga di pronunciarsi contro un intero settore, fino quasi ad auspicare la morte dei giornali, attaccando il pluralismo e la libertà di informazione. Siamo convinti che la diversità delle voci e la libertà di espressione sia un valore per tutti, da difendere sempre, contro chi vorrebbe forse un mondo dell’informazione con una voce unica e magari compiacente. Il cdr del Corriere della Sera, respinge con decisione le parole di Di Maio, ed esprime piena solidarietà ai colleghi dell’Espresso e delle altre testate del Gruppo Gedi”.

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Note di solidarietà ai giornalisti Gedi sono arrivate anche dalle redazioni di SkyTg24, Fatto Quotidiano, ilfattoquotidiano.it, Il Sole 24 Ore, Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, e Il Messaggero.

“Il Cdr di Sky Tg24 esprime solidarietà e vicinanza ai giornalisti e a tutti i lavoratori del Gruppo Gedi, oggetto in questi giorni di attacchi da parte di alcuni esponenti politici e membri del governo. In tempi in cui le fake news e chi le produce rischiano di travolgere l’informazione di qualità, è grave che un ministro trovi il tempo e il modo per preconizzare la chiusura di un gruppo editoriale. L’informazione libera è uno dei pilastri su cui si fondano le democrazie liberali moderne, e ci auguriamo che ministri ed esponenti della maggioranza se ne ricordino perché se è lecito criticare giornali e giornalisti, augurarsi la chiusura di intere redazioni – in una società aperta e pluralista – certamente non lo è».

“Un’informazione libera e di qualità risponde al primario interesse di un Paese al quale non può certo bastare la propaganda di chi sta al governo”, hanno scritto in una nota i Comitati di redazione del Fatto quotidiano e de ilfattoquotidiano.it, esprimendo la loro solidarietà “ai giornalisti e a tutti i lavoratori del gruppo Gedi e delle testate in crisi”. “Quando giornali e siti di informazione chiudono, dichiarano esuberi o sono costretti a contratti di solidarietà, a rimetterci non sono solo i giornalisti ma anche il pluralismo e quindi la democrazia”. “Il mercato editoriale e quello pubblicitario vivono situazioni di estrema difficoltà, connesse anche alle trasformazioni tecnologiche e al peso dei colossi della rete e dei trust televisivi, che un vicepremier e ministro del Lavoro senz’altro conosce, o almeno dovrebbe conoscere, meglio di noi. È inaccettabile che Luigi Di Maio liquidi i problemi di un importante gruppo come Gedi che edita Repubblica, L’Espresso, La Stampa e altre testate, sostenendo che ‘nessuno li legge più perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà’, con offensivi riferimenti a ‘bufale’ e ‘fake news’ e cioè a una linea editoriale che non gli piace”.

“Solidarietà ai colleghi dell’Espresso e del Gruppo Gedi dopo le parole del vicepremier Luigi di Maio”, è stata espressa anche dal Cdr del Sole 24 Ore.  “Accusare i giornali di produrre bufale e fake news, passando il tempo ad alterare la realtà è, questa sì, una narrazione ‘alla rovescia’”. Il Cdr del Sole “ritiene molto preoccupante tale attacco, che peraltro non è il primo, al lavoro quotidiano di un’intera categoria professionale, quella dei giornalisti, impegnata ogni giorno per fornire un’informazione seria, completa e di qualità ai cittadini”.

Il Coordinamento dei Comitati di redazione della Poligrafici Editoriale (Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno) ha espresso la sua solidarietà ai colleghi giornalisti del gruppo Gedi “sotto attacco da parte di un vicepremier e ministro del Lavoro che si augura che perdano il posto di lavoro e siano licenziati”. “Ricordiamo a Di Maio – ha scritto il Coordinamento – che i giornali sono uno dei pilastri della democrazia e che quotidianamente informano milioni di italiani anche sulle ‘false notizie’ che chi governa pretende di annunciare senza critiche o contraddittorio. I giornalisti italiani non hanno bisogno di ricevere lezioni da chi vuole eliminare ogni libertà di espressione e distruggere mezzi di comunicazione che garantiscono agli italiani di informarsi come ogni democrazia moderna e libera dovrebbe garantire. Il nostro appoggio va quindi a tutti i colleghi con la consapevolezza che solo restando uniti possiamo fronteggiare questi attacchi che puntano a distruggere non solo i nostri posti di lavoro, ma tutto il mondo dell’informazione”.

Il Cdr del Messaggero, a nome della redazione, esprime solidarietà ai colleghi del gruppo Gedi per le frasi inaccettabili espresse dal vice premier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Esternazioni che dimostrano sostanziale disprezzo per il ruolo della libera informazione nella tutela dei valori democratici e liberali del Paese”. “Auspicare la chiusura di giornali significa voler cancellare ogni forma di pensiero critico e di dissenso, ed è per questo un comportamento pericoloso – ancora più grave perché adottato da un alto esponente del Governo – che va democraticamente contrastato in ogni sede. I giornalisti italiani non hanno bisogno di ricevere lezioni da chi vuole distruggere i mezzi di comunicazione che garantiscono agli italiani il diritto di informarsi. Il Cdr conferma ai colleghi di Espresso-Repubblica la piena disponibilità ad appoggiarli in ogni iniziativa organizzata a tutela della libertà e della dignità del lavoro dei giornalisti e di tutti gli operatori del settore”.

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