Crimi: noi Cinque Stelle non abbiamo mai attaccato la libertà di stampa

“Nessuno di noi attacca la ‘libertà di stampa’. Semmai condanniamo la ‘non-libertà’ di stampa”. Così Vito Crimi, sottosegretario all’editoria ed esponente del Movimento 5 Stelle, commenta con un post su Facebook l’attacco di Di Maio a Repubblica e L’Espresso.

Crimi afferma che il Movimento 5 Stelle non è contro la libertà di stampa, ma contro “i fiumi di fake news” che “buona parte della stampa e dei quotidiani italiani ci riserva”. Il sottosegretario all’editoria precisa poi che le notizie che i pentastellati condannano sono quelle che – secondo le accuse del M5S – vengono inventate o stravolte dai giornali per giustificare quello che viene scritto contro il governo, nell’ottica di compiacere i loro proprietari che hanno interessi economici probabilmente scalfiti dalle linee guida del governo stesso.

“Questa non è libertà di stampa – continua Crimi – la libertà l’hanno già ceduta da un pezzo, e hanno fatto tutto da soli nel momento in cui hanno iniziato ad adeguarsi agli interessi degli editori anziché difendere il diritto dei lettori e dei cittadini ad essere informati”. Crimi ha poi aggiunto che nessuno, Di Maio compreso, ha mai augurato licenziamenti o fallimenti o perdita di posti di lavoro, invitando i giornalisti “che hanno a cuore la verità” a riascoltare le parole pronunciate dal vicepremier e capogruppo dei 5 Stelle.

Per Crimi inoltre i fallimenti sono un dato di fatto, che sta accadendo sempre più spesso, e sono da ricondurre non alla condotta del governo, ma ai datori di lavoro e alle loro scelte “scellerate, dettate solo dal proprio tornaconto personale”.

“Mi stupisce che nelle redazioni, davanti alla prospettiva di rimanere a casa, si parta a manganellare il governo anziché individuare i veri colpevoli, cioè quegli editori che con le loro scelte sbagliate hanno incassato finanziamenti pubblici per miliardi di euro senza investirli oculatamente”, si legge sempre nel
post.

“Non è certo colpa del Movimento 5 Stelle o del governo se migliaia di lettori sono in fuga dai quotidiani” – rincara la dose Crimi, concludendo poi che forse la responsabilità è di chi, anzichè decidersi a fare “vera informazione e recuperare un minimo di credibilità, continua a diffondere falsità e fake news”.

Leggi l’editoriale del direttore di Repubblica in risposta all’attacco di Di Maio.

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