Foa scrive ai dipendenti Rai: valorizzare risorse interne e innesto nuove figure professionali

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“Il servizio pubblico ha il privilegio di servire il pubblico senza essere dipendente unicamente dagli introiti pubblicitari e di contribuire a un’informazione di qualità, alla tutela e alla promozione della cultura italiana e mostrarsi sensibile a necessità sociali”. Lo afferma il presidente della Rai, Marcello Foa, in una lettera ai dipendenti.

Il presidente della Rai, Marcello Foa (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

“L’obiettivo è di far crescere la Rai, di promuovere un’informazione corretta, oggettiva, di premiare la professionalità e la meritocrazia, di ampliare la sua missione culturale; intenzioni che condivido con un amministratore delegato serio, preparato e capace come Fabrizio Salini e con un consiglio di amministrazione qualificato e motivato”.
“Il ruolo di presidente – ha scritto ancora Foa – è ben diverso da quello di amministratore delegato. Contempla le deleghe all’internazionale, al controllo interno e assume valore nel contribuire, con tutto il consiglio, a stabilire le linee strategiche dell’Azienda”.
“A questo mandato – assicura il neopresidente – mi atterrò, facendo tutto quanto nelle mie facoltà per promuovere il merito e la professionalità di ciascun collaboratore, nonché l’indipendenza dei giornalisti; per valorizzare l’attività e la produzione di quella che è la prima Azienda culturale del Paese, per difendere un pluralismo autentico e vibrante, pilastro della nostra democrazia”.
“La nomina a presidente – dice Foa – è un riconoscimento straordinario, tanto più che è giunto inaspettato. L’ho accettato anche e soprattutto perché accompagnato da motivazioni non politiche ma esclusivamente professionali”.
“Siamo consapevoli – afferma ancora Foa – che la Rai deve affrontare e vincere la sfida tecnologica e di contenuti non più solo con le emittenti private italiane ma anche con i grandi colossi internazionali. Bisogna saper diversificare i linguaggi, i canali di distribuzione, adottare nuove logiche di diffusione e di fruizione. Non è semplice ma sono convinto che ce la faremo”.
“Abbiamo tanto da fare”, ha aggiunto in conclusione. “Dovremo muoverci tra tradizione e innovazione, tra l’innesto di nuove indispensabili figure professionali e la valorizzazione delle risorse interne, dei giornalisti, degli operatori, dei tecnici, dei funzionari, dei dipendenti che non desiderano altro che contribuire al successo dell’azienda con rinnovata fiducia”.