Rai, Usigrai: se arrivano esterni ai tg verifiche per danno erariale. E Anzaldi elenca gli interni con “titolo per essere promossi”

“Il totonomine prosegue. E come avevamo previsto iniziano a spuntare nomi di giornalisti esterni”. Lo scrive in una nota l’esecutivo Usigrai. “Noi ricordiamo che se si vuole cambiare un direttore innanzitutto bisogna spiegare il perché. Inoltre, se si vuole chiamare un direttore esterno bisogna spiegare per quale ragione nessuno dei 1700 giornalisti della Rai sia in grado di assumere quel ruolo. Per di più, continua il sindacato dei giornalisti Rai, con l’arrivo di un esterno si imporrebbe un aggravio di costi. E dato che si tratta di soldi dei cittadini, faremo tutte le verifiche per accertare l’eventuale danno erariale”.

Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai (Foto: Ansa/Fabio Campana)

“Speriamo che il CdA accolga la richiesta del consigliere Laganà di fare audizioni per i candidati direttore. E noi, in nome della trasparenza, proponiamo audizioni in streaming”

“Intanto, si legge in conclusione nella nota, mentre si attende la quadratura del cerchio – da indiscrezioni di stampa affidata illegittimamente al governo -, l’azienda continua a lasciare 3 testate (Giornale Radio, Rai Sport, TgR), oltre 1000 giornalisti, senza un direttore con i pieni poteri”.

Sulla questione è intervenuto anche con un post su Facebook il deputato Pd, Michele Anzaldi, segretario in Commissione di Vigilanza. “Da giorni si parla di un’infornata di direttori, anche esterni, che i nuovi vertici Rai si appresterebbero a nominare, per rispondere ad un preciso diktat politico che arriverebbe addirittura dai due vicepresidenti del Consiglio Salvini e Di Maio”, ha rilevato Anzaldi. “Non si capisce su quale base il Cda e l’amministratore delegato procederebbero ad un’epurazione del genere, senza che non soltanto sia stato presentato alcun Piano Editoriale, come previsto dal Contratto di servizio, ma senza che i vertici siano neanche venuti in commissione di Vigilanza a illustrare i loro progetti per il servizio pubblico”.

“Pura e semplice occupazione, pura lottizzazione, senza precedenti. Gli italiani devono sapere, però, che chi parla di esterni per le direzioni dei telegiornali Rai vuole alimentare altri sprechi e demansionamenti in Rai, oltre ad umiliare i 1.700 giornalisti del servizio pubblico”, ha rimarcato poi.

“Basta leggere gli organigrammi di Tg1, Tg2, Tg3 per verificare che ci sono decine di giornalisti che avrebbero titolo e iter professionale per essere promossi a direttore. Così accade in qualsiasi azienda, giornalistica e non. Così è accaduto con gli attuali direttori, promossi dai precedenti vertici Rai alla guida dei telegiornali dopo aver scalato negli anni tutti i gradini di carriera in azienda. Nessun paracadutato, nessun esterno, come invece vorrebbero fare adesso il Movimento 5 stelle e La Lega.
I risultati degli attuali direttori Andrea Montanari, Ida Colucci e Luca Mazzà sono sotto gli occhi di tutti, confermati dal fatto che non ci sia mai stata nessuna contestazione, nessun rilievo sulla base dei dati dell’Osservatorio di Pavia. Verrebbero mandati via, ma senza nessuna spiegazione legata ai risultati”, ha scritto ancora, passando in rassegna diversi nomi di giornalisti ed ex dirigenti che potrebbero assumere la guida delle testate.

“Al Tg1 ci sono i vicedirettori con più anzianità come Raffaele Genah e Gennaro Sangiuliano, insieme a Filippo Gaudenzi e Francesco Primozich, le vicedirettrici Maria Luisa Busi e Costanza Crescimbeni, i corrispondenti Alessandro Cassieri, Marco Varvello, Alberto Romagnoli, Oliviero Bergamini, la quirinalista Simona Sala, gli editorialisti Marco Frittella, Angelo Polimeno, Bruno Luverà. Al Tg2 i vicedirettori Rocco Tolfa, Giovanni Alibrandi, Carlo Pilieci, Andrea Covotta e Stefano Marroni, il quirinalista Luciano Ghelfi, i corrispondenti Dario Laruffa e Claudio Pagliara. I vicedirettori del Tg3 Maurizio Ambrogi, Giorgio Saba, Pierluca Terzulli e Carmen Santoro, ma anche il conduttore dell’approfondimento serale Maurizio Mannoni e l’inviata Giovanna Botteri”.

“Non ci sono solo i dirigenti di Tg1, Tg2 e Tg3, però. La Rai conta anche molti altri direttori o ex direttori in azienda, con o senza incarico, come Flavio Mucciante, Danilo Scarrone, Gianni Scipione Rossi, Monica Maggioni, Federico Zurzolo, Antonio Di Bella, Paolo Corsini”.
“Questi sono solo alcuni nomi, ce ne sono altri, ma una cosa è certa”,ha continuato Anzaldi, “dentro la Rai ci sono giornalisti che hanno tutte le carte in regola per fare i direttori dei telegiornali, se davvero i nuovi vertici vogliono cambiare.  Perché nessuno di loro dovrebbe essere promosso, pur avendone pieno diritto e curriculum, e dovrebbero essere assunti altri esterno con lo stipendio da 240mila euro, il tetto massimo consentito? Perché la Rai dovrebbe creare nuovi vicedirettori o ex direttori, quindi figure con stipendio vicino al tetto massimo, pagati ma senza incarico?
Dovranno spiegarlo ai cittadini che pagano il canone e anche alla Corte dei Conti”, ha concluso.

 

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