Avvenire: un francobollo per festeggiare i 50 anni del quotidiano

Un magnifico salone del Vicariato di Roma ha ospitato l’evento di presentazione e la cerimonia di annullo del francobollo che il Ministero dello Sviluppo Economico, Mise, ha autorizzato nella ricorrenza del cinquantenario dell’Avvenire, il quotidiano cattolico fondato da Paolo VI, che coincidenza vuole, come ha sottolineato il direttore Marco Tarquinio, verrà dichiarato Santo quest’anno. Il francobollo ‘ordinario’ emesso in 1,4 milioni di esemplari appartiene alla serie tematica ‘le eccellenze del sistema produttivo ed economico’.

Il francobollo dedicato ai 50 anni di Avvenire

Il sottosegretario del Mise, con delega alla internazionalizzazione, Marcello Geraci, ha definito il quotidiano cattolico nato per informare, ma soprattutto per ‘’fare del bene’’, un formidabile strumento di evangelizzazione e di dialogo. Geraci, impegnato in un accordo di cooperazione con la Cina per migliorare la condizione economica e sociale di molti Paesi Africani, nel sottolineare la novità d’intervento all’estero del governo, che va al di là del business, ha apprezzato l’attenzione del giornale soprattutto per le fasce di popolazione più deboli che non si adattano alla globalizzazione.

Il presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina, in un commosso videomessaggio ha evidenziato il saldo ruolo dell’Avvenire come modello di valore per il tessuto economico e sociale nei suoi primi cinquanta anni di storia “sintetizzati in pochi millimetri di francobollo”. “Con le Poste – ha rilevato – il quotidiano condivide, grazie alla sua capillare diffusione attraverso le diocesi e le parrocchie, il valore di servizio e punto di riferimento, con i suoi punti di vista pacati, per la collettività sul territorio”.

S.Em. il cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del pontificio consiglio della cultura, e autorevole firma per una quindicina d’anni del giornale con l’acuto e talvolta anche tagliente ‘Mattinale’, ha concluso la presentazione ricordando quando era studente di aver comprato la prima copia dell’ Avvenire il 4 dicembre 1968, nell’edicola che ora non c’è più, vicina a Santa Maria Maggiore. “Sono passati cinquant’anni – ha detto- e il giornale ha seguito l’evoluzione che ha avuto la Chiesa e oggi, illuminato sempre da una visione cristiana, non deve temere di entrare nei nodi della bioetica dove ci si brucia, dal dna flessibile alle neuroscienze, con risultati che pongono problemi etici. E anche sul fronte del digitale, dove si arriva all’intelligenza artificiale forte, dotata di autocoscienza, la fiaccola della cultura cattolica diventa indispensabile”.

La cerimonia dell’Annullo

Nel francobollo del cinquantenario l’immagine della prima edizione di Avvenire si unisce all’edizione odierna attraverso un campanile, creando quel legame tutto speciale voluto da Paolo VI fra il quotidiano dei cattolici e la sua comunità e che il direttore Tarquinio, in sintonia con il direttore generale Paolo Nusiner, tiene vivo con l’impegno di accompagnare verso il futuro. Come il kit per gli invitati dove le copie delle principali prime pagine sulle “antiche” cartoline vengono offerte insieme a un avveniristico video-libro che appena si apre trasmette il discorso di Papa Francesco, lo scorso primo maggio, all’udienza per il cinquantenario del giornale.

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