Panorama, la protesta della redazione: no clausole umilianti per la cessione del settimanale

Al termine dell’assemblea, nella quale i rappresentati sindacali hanno spiegato quanto emerso durante l’incontro del 10 ottobre per la cessione del ramo di azienda Panorama, i giornalisti del settimanale Mondadori hanno dichiaro uno scioperato immediato per il pomeriggio, per protestare contro “le condizioni imposte dalla società acquirente La Verità srl”.

“L’assemblea di redazione di Panorama”, si legge in un comunicato, “ascoltato il resoconto della Fnsi, della Alg e del Cdr Mondadori rigetta all’unanimità le condizioni imposte dalla società acquirente La Verità srl”.

Le clausole, viene spiegato, “prevedono una riduzione, in media, del 45% della retribuzione, con umiliante azzeramento delle qualifiche e senza garanzie di durata del perimetro occupazionale”. “Tali condizioni, viene aggiunto, non previste dalle norme per la cessione del ramo d’azienda e mai applicate ad alcuna vendita di testata della Mondadori, sono un ignobile tentativo di ricattare i giornalisti dopo anni di lavoro con la minaccia della chiusura”.

I giornalisti concludono chiedendo “un ritorno sul sentiero della legalità” e riaffermando la loro “assoluta contrarietà alla svendita di un glorioso settimanale”.

Palazzo Mondadori a Segrate (Milano) (Foto ANSA / DBA)

Il prossimo incontro tra il sindacato dei giornalisti, Mondadori e La Verità srl è previsto per giovedì 17 ottobre.

Intanto l’iniziativa dei giornalisti del settimanale ha ottenuto il supporto di Fnsi, Associazione Lombarda dei Giornalisti e Associazione Stampa Romana, che in una nota hanno espresso “solidarietà e pieno sostegno ai colleghi di Panorama che hanno proclamato lo sciopero “immediato” per protestare contro le condizioni imposte a Mondadori dalla società acquirente La Verità srl”.

“Le aziende editoriali coinvolte nell’operazione”, si legge nel comunicato, “devono rispettare le norme del contratto di lavoro, le leggi, oltre che la professionalità e la dignità dei giornalisti, colonna portante del giornale. Il sindacato è al fianco della redazione e del Cdr ed è pronto a sostenerne le ragioni in ogni sede”.

“Vicinanza ai colleghi di Panorama costretti allo sciopero per manifestare anche nei fatti, ovvero pagando di tasca propria, la loro assoluta contrarietà alle condizioni umilianti proposte dalla società che intende acquistare la testata presso la quale prestano la loro opera”, è stata comunicata anche dal cdr de Il Giornale. “Quelle condizioni – il taglio del 45% delle retribuzioni, l’azzeramento delle qualifiche e la mancanza di garanzie sul piano dell’organico – segnalano ancora una volta la volontà degli editori di affrontare la crisi del settore facendo ricorso quasi esclusivamente allo strumento più comodo, cioè il taglio del costo del lavoro”, hanno scritto i giornalisti del quotidiano.

“In un momento in cui l’informazione si trova sotto attacco è quanto mai necessario che i giornalisti difendano la dignità e quindi il valore della loro attività professionale”.

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