Rai, Salvini al Messaggero: punterò sugli interni, senza epurazioni. Risentiti i 5stelle. Scandalizzati i Pd

“Noi non siamo degli epuratori. Anzi per me in Rai qualcuno di quelli nominati da Renzi potrà anche restare”. Lo dice a Mario Ajello del Messaggero il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini, sottolineando che l’obiettivo concordato con Luigi Di Maio è quello di “valorizzare le risorse interne e non lottizzare”.
La partita su direttori di reti e tg si dovrebbe chiudersi a fine settimana, nel Cda di giovedì o venerdì e i candidati sembrerebbero tutti interni. Dal presidente Rai Foa e dall’ad Salini sarebbero stati indicati una serie di nomi papabili ai due vicepremier su cui dice Salvi stiamo “serenamente” ragionando.

“Occorre valorizzare non sempre gli stessi – ha spiegato il leader leghista – ma anche altri e valorizzare non significa chiedere obbedienza politica ma augurarsi un po’ più di equilibrio dal servizio pubblico. Lo pagano tutti e tutti hanno il diritto di avere una televisione che non faccia gli interessi di alcuni contro altri”.

Matteo Salvini (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

Salvini ironizza dicendo di avere il fegato a pezzi perché “Tutti i tiggi anche quelli Mediaset non fanno che attaccarci. E non è giusto nel caso della televisione pubblica, per chi paga il canone e che vorrebbe magari un racconto più completo”.

L’affondo di Salvini va contro ” lo strapotere degli agenti esterni nella produzione dei programmi” e ribadisce un concetto che e’ musica per i dipendenti Rai: “Non è possibile appaltare una parte rilevante del palinsesto della televisione pubblica a società private, per programmi che potrebbero farsi in casa, grazie ai 13.000 dipendenti professionisti che ha la Rai e che spesso sono molto qualificati. Si tratta di tutelare i soldi degli italiani, senza inutili sprechi”.

Le reazioni – Le dichiarazioni del vicepremier hanno suscitato, com’era immaginabile reazioni da piu’ fronti. Una serie di critiche, anche dalle file dei 5Stelle.”La Rai deve restare libera dalle pressioni politiche. Questo è l’unico modo per rilanciarla realmente. Fabrizio Salini e Marcello Foa sono garanzia di imparzialità e competenza. Le nomine non le fa Salvini. Basta fare i fenomeni”, hanno dichiarato all’ Ansa fonti legate ai pentastellati.

Presa di posizione netta dall’opposizione. Non e’ mancato un lungo post su Facebook del deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi, che definendo le parole di Salvini “imbarazzanti e gravissime” chiede polemico, chiamando in causa i consiglieri Rai, a partire da Laganà, Borioni e Rossi “Davvero il presidente della Rai Foa si sta occupando delle nomine dei telegiornali, che sono un’esclusiva responsabilità dell’amministratore delegato? Davvero Foa è andato da Salvini e Di Maio, insieme allo stesso Salini, per consegnare i nomi di chi verrà nominato e avere un via libera? E’ stato delegato dal Consiglio o è una sua iniziativa personale? a che titolo Salvini si occupa di direzioni dei telegiornali?”.

‎Anzaldi sostiene che “Il governo ha il divieto assoluto di occuparsi di gestione del servizio pubblico, figuriamoci se può mettere bocca sulle nomine: lo hanno stabilito le sentenze della Corte Costituzionale. Vogliono occupare e lottizzare infrangendo ogni legge”. E minaccia di inoltrare “anche all’Anac di Cantone e all’Agcom l’esposto che ho già presentato alla Corte dei Conti. Se procederanno con le nomine prima di aver approvato Piano dell’informazione, Piano editoriale e Piano industriale, previsti dalla Concessione e dal Contratto di servizio, l’amministratore delegato e i consiglieri saranno chiamati a rispondere di danno erariale”.

Sempre dal fronte del Pd Davide Faraone, capogruppo del partito in Vigilanza, dice in una nota che “Salvini finalmente getta la maschera: è lui che decide chi resta e chi va via in Rai? A che titolo il ministro dell’Interno dovrebbe occuparsi del servizio pubblico, delle nomine dei direttori dei Tg?”, sottolineando che “Quanto riportato oggi da Il Messaggero, fa emergere una vicenda gravissima e vergognosa, un’ingerenza senza precedenti. Ormai è l’ennesima spartizione, d’altronde non si interessano di altro, se non a occupare poltrone. La Rai non può essere piegata a giochi di potere e lottizzazione. Salini e Foa hanno qualcosa da dire? Vengano in Vigilanza a spiegare come intendono procedere e se vogliono tutelare l’autonomia della Rai dalle ingerenze della politica”.
Intanto alla Rai dirigenti e giornalisti fanno novene. ‎

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