Rai, Foa: contro di me campagna denigratoria. Dal Guardian nessuna verifica su di me

Sono state le fake news e il pericolo che rappresentano per la democrazia le protagoniste della prima uscita all’estero di Marcello Foa. Il presidente della Rai ne ha parlato in una conferenza all’Istituto italiano di cultura di Tel Aviv.

Foa ha parlato dei pericoli della “manipolazione del consenso e dell’informazione”. Ma, oltre alle fake news, ha anche individuato “nell’erosione del meccanismo di credibilità dei grandi media dovuta al fatto che si sono fatti troppo spesso volano della propaganda” il grande buco nero dell’informazione contemporanea. E ancor di più il fatto che contro le ‘fake news’ “non si invochino mai misure restrittive. Nessuno paga insomma. E invece occorre farlo”. “Altrimenti – ha aggiunto – qualcuno per reazione potrebbe arrivare a misure estreme come la censura”. “I giornalisti – ha sottolineato – devono essere attenti a queste problematiche e non c’e’ differenza di opinioni politiche. Tutti dobbiamo esserne avvisati”.

Marcello Foa (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“Io come presidente della Rai, insieme all’amministratore delegato direttore generale, farò di tutto per ristabilire il rapporto di fiducia tra cittadini e media. La mia morale suasion è per una Rai più autorevole perchè una stampa autorevole è la migliore risposta alle fake news”, ha aggiunto.

Ma sono state le domande del pubblico a consentire al presidente della Rai di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Prendendo spunto dalle diverse situazioni in cui sono state chiamate in causa alcune sue opinioni e tweet – da ultimo quello sul viaggio in Israele – ha detto: “sono stato oggetto di una campagna tesa a distruggere la mia reputazione”. In particolare Foa ha biasimato il quotidiano inglese ‘Guardian’ per averlo definito “fake news journalist”. “E non mi ha neppure contattato nè verificato le informazioni con me”, ha rimarcato. “Una vigliaccata contro ogni principio giornalistico”.

 

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