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Editori al contrattacco: Governo agisce al contrario degli altri Paesi europei. Riffeser: sì a confronto, no a minacce e denigrazioni

“I governi sono assolutamente liberi di assumere le decisioni che ritengono necessarie ed opportune, ma non possiamo accettare denigrazioni e minacce al lavoro di editori e giornalisti che ogni giorno si impegnano per stampare quotidiani a periodici che informano oltre 40 milioni di lettori.”

Così il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, in una lettera inviata al sottosegretario Vito Crimi [1] per avere risposte chiare “che permettano alle imprese di comprendere a pieno il contesto politico nel quale dovranno operare e definire obiettivi e piani industriali”.

Andrea Riffesen Monti (foto ansa)

Andrea Riffesen Monti (foto ansa)

La Fieg è stata ed è sempre disponibile al confronto – scontrandosi a volte con pregiudizievoli dinieghi – nella consapevolezza di operare non esclusivamente in favore degli interessi degli editori, ma di quelli dell’intera filiera, giornalisti, poligrafici e edicolanti, 60.000 lavoratori che con la loro quotidiana attività costituiscono un baluardo della libertà di stampa e della democrazia.

La Federazione degli editori negli ultimi mesi ha anche avviato importanti interventi ed iniziative con la collaborazione di enti, istituzioni e autorità che hanno a cuore la ricerca di soluzioni per i problemi del settore.

Gli editori italiani ribadiscono la disponibilità ad incontrare il Governo, le Assemblee, le Commissioni e i Gruppi parlamentari per spiegare con pacatezza e senso di realtà la preoccupante situazione del settore e i rischi che sicuramente deriverebbero dall’assenza dei necessari interventi.