Caso Khashoggi: Ue e Usa sanzionano Russia e Venezuela per omicidi politici. Perché l’Arabia Saudita no?

Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno ufficialmente chiesto un’indagine indipendente all’Onu per l’uccisione di Jamal Khashoggi. Human Rights Watch, Committee to Protect Journalist, Amnesty International e Reporters Without Borders hanno infatti sollecitato la Turchia a rivolgersi ad Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu, per l’apertura di un’inchiesta delle Nazioni Unite. La Federazione Internazionale dei Giornalisti (Ifj) ha chiesto, in un comunicato ufficiale, “la fine delle bugie, delle coperture e gli accordi sull’uccisione di Jamal Khashoggi”.


“È chiaro che il governo saudita è impegnato nel tessere un tessuto di menzogne attentamente orchestrato per coprire il suo ruolo nell’omicidio di Jamal”, si legge nel comunicato dell’Ifj, “In tutto il mondo i difensori dei diritti umani stanno parlando, alcune aziende hanno già imposto sanzioni e boicottato eventi legati all’Arabia Saudita. Ora i governi devono agire, perché hanno leve economiche, strumenti diplomatici e strumenti internazionali per cercare di portare i killer e i mandanti alla giustizia”. E ancora: “Unione Europea e Stati Uniti hanno sanzionato Russia e Venezuela per omicidi sponsorizzati dallo stato. Come mai questa mancanza di intervento nei confronti dell’Arabia Saudita?”.

In tutto il mondo affiliati e sostenitori dell’Ifj invitano i loro governi a cessare la cooperazione con il regno Saudita finché non sarà fatta luce sui fatti. La prossima settimana una delegazione della Federazione incontrerà i funzionari dell’Onu a New York per sollecitare ulteriori azioni contro l’impunità dell’Arabia Saudita. Anche l’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu, Michelle Bachelet, è intervenuta chiedendo il sollevamento dell’inviolabilità e delle protezioni diplomatiche a cui Riad potrebbe appellarsi.

Nel frattempo, in memoria di Khashoggi, il Washington Post ha pubblicato il suo ultimo editoriale, ricevuto dal suo traduttore di fiducia il giorno dopo la scomparsa del giornalista. “Ciò di cui il mondo arabo ha più bisogno è la libertà di espressione” così titola il pezzo, che si articola analizzando gli ostacoli che impediscono la libertà dei media, e ricordando le grandi aspettative portate dal vento delle Primavere Arabe del 2011, poi deluse dal corso degli avvenimenti.

(Photo LaPresse- OZAN KOSE / AFP)

 

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