- Prima Comunicazione - https://www.primaonline.it -

Caso Khashoggi: Ue e Usa sanzionano Russia e Venezuela per omicidi politici. Perché l’Arabia Saudita no?

Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno ufficialmente chiesto un’indagine indipendente all’Onu per l’uccisione di Jamal Khashoggi. Human Rights Watch, Committee to Protect Journalist, Amnesty International e Reporters Without Borders hanno infatti sollecitato la Turchia a rivolgersi ad Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu, per l’apertura di un’inchiesta delle Nazioni Unite. La Federazione Internazionale dei Giornalisti (Ifj) ha chiesto, in un comunicato ufficiale [1], “la fine delle bugie, delle coperture e gli accordi sull’uccisione di Jamal Khashoggi”.


“È chiaro che il governo saudita è impegnato nel tessere un tessuto di menzogne attentamente orchestrato per coprire il suo ruolo nell’omicidio di Jamal”, si legge nel comunicato dell’Ifj, “In tutto il mondo i difensori dei diritti umani stanno parlando, alcune aziende hanno già imposto sanzioni e boicottato eventi legati all’Arabia Saudita. Ora i governi devono agire, perché hanno leve economiche, strumenti diplomatici e strumenti internazionali per cercare di portare i killer e i mandanti alla giustizia”. E ancora: “Unione Europea e Stati Uniti hanno sanzionato Russia e Venezuela per omicidi sponsorizzati dallo stato. Come mai questa mancanza di intervento nei confronti dell’Arabia Saudita?”.

In tutto il mondo affiliati e sostenitori dell’Ifj invitano i loro governi a cessare la cooperazione con il regno Saudita finché non sarà fatta luce sui fatti. La prossima settimana una delegazione della Federazione incontrerà i funzionari dell’Onu a New York per sollecitare ulteriori azioni contro l’impunità dell’Arabia Saudita. Anche l’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu, Michelle Bachelet, è intervenuta chiedendo il sollevamento dell’inviolabilità e delle protezioni diplomatiche a cui Riad potrebbe appellarsi.

Nel frattempo, in memoria di Khashoggi, il Washington Post ha pubblicato il suo ultimo editoriale [6], ricevuto dal suo traduttore di fiducia il giorno dopo la scomparsa del giornalista. “Ciò di cui il mondo arabo ha più bisogno è la libertà di espressione” così titola il pezzo, che si articola analizzando gli ostacoli che impediscono la libertà dei media, e ricordando le grandi aspettative portate dal vento delle Primavere Arabe del 2011, poi deluse dal corso degli avvenimenti.

(Photo LaPresse- OZAN KOSE / AFP)