Confindustria Radio Tv: tagli a informazione non portano benifici; costruire nuovo modello business e riconosciuto copyright 

“In questi giorni in Italia si parla molto di tagliare tutto all’informazione, contributi pubblici come pubblicità. Ma se tagliamo risorse a un bene fondamentale come l’informazione, non le consentiamo di avere il sufficiente per essere all’altezza del compito, per non dover rispondere solo agli obblighi della pubblicità o a chi paga, punto e basta.

Franco Siddi (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

Se essere vogliamo sia garanzia di libertà, discrimine davvero tra democrazia e regimi, qualcosa bisognerà fare. Magari con la creazione di formule indipendenti di raccolta delle risorse perché si possano realizzare attività all’altezza”. A dirlo, il presidente di Confindustria Radio Tv, Francesco Siddi, intervenendo oggi al convegno Agcom alla Camera dei deputati sul tema ‘Uso responsabile della rete e tutela dei diritti’. “Bisogna trovare un sistema – aveva esordito Siddi – Il riconoscimento del copyright può aiutare perché i ricavi siano condivisi. Certo, il modello di business va costruito: i media tradizionali non hanno ancora trovato quello adatto per i nuovi media. Chi ci prova viene spesso respinto ed è costretto ad agire con ricette antiche: fare i conti con la realtà, tagliare le produzioni, ridurre la qualità e l’occupazione. Tutto questo non porta benefici a nessuno. Servono regole di base, senza non ci sono condizioni per negoziare”.
“Certo, dei compromessi andranno fatti”, ha proseguito Siddi. “E il compromesso di riforma sul copyright sembra un primo passo necessario per costruire delle regole uniche. Non so se basterà, ma una volta tanto l’Europa può rimettersi al passo dell’innovazione senza perder forza della sua tradizione giuridica in un ambito in cui ci sono i diritti umani, quelli individuali, le regole del mercato libero, la democrazia. In caso contrario rimarranno i conflitti e avremo il far web e la legge del più forte”.
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