Il presidente Snag scrive a Crimi: bene spostare i contributi sui lettori. Ma aiutare chi va in edicola, non chi si abbona

Continua l’attenzione sull’annunciato azzeramento del fondo per l’editoria. Nei giorni scorsi Armando Abbiati, presidente del Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai, si è rivolto con una lettera al Sottosegretario con all’Editoria, Vito Crimi, rimarcando la distinzione tra Editori (che negli ultimi 15 anni hanno beneficiato di contributi diretti ed indiretti per oltre 3,5 miliardi di euro) ed edicolanti che “non hanno mai beneficiato di alcuna contribuzione pubblica”. “Con il duro lavoro e con impegno quotidiano hanno garantito il diritto dei cittadini di accedere all’informazione” e oggi si trovano in grave crisi a causa “dell’andamento del mercato e di scellerate politiche editoriali e degli abusi da parte del loro unico fornitore e cioè il Distributore Locale territorialmente competente”, ha rilevato il segretario Snag.

Armando Abbiati

Armando Abbiati, presidente di Snag-Confcommercio

Abbiati ha condiviso le proposte di Crimi di “spostare una parte dei contributi dall’offerta alla domanda” incentivando la “pratica di cercare e acquistare un’informazione di qualità”, con una precisazione. “Ben vengano contributi o incentivi all’acquisto di prodotti editoriali, ma non diretti al canale abbonamenti e cioè a chi già oggi si permette (sia nel formato cartaceo che digitale) di praticare sconti fino all’80% del prezzo di copertina (e che quindi non ha bisogno di ulteriori vantaggi concorrenziali), bensì diretti ai lettori che acquistano i prodotti in edicola”. “In edicola i lettori possono accedere a un’offerta veramente pluralista di prodotti editoriali e possono liberamente selezionare un’informazione di qualità (al di là del marketing o di attività pubblicitarie o promozionali)”, ha rilevato.

Il Presidente SNAG ha poi indicato una serie di interventi “a costo zero” che il Governo potrebbe realizzare: dall’applicazione delle nuove disposizioni introdotte nel decreto n.170/2001 e delle relative sanzioni ai Distributori, all’alleggerimento del carico fiscale che grava sulle edicole, dall’ampliamento dei beni che possono vendersi in edicola, per finire con “l’informatizzazione della rete di vendita e l’ampliamento dei servizi resi al cittadino che non deve concretizzarsi in un aggravio di oneri economici e/o di prestazioni aggiuntive sulle spalle (già esauste) degli edicolanti, ma deve trovare un diretto e “adeguato compenso”.

Abbiati ha infine condiviso il progetto del sottosegretario di istituire un tavolo tecnico per la rete precisando che “serve celerità, perché ogni giorno che passa chiudono 3 edicole e, se non si interviene con urgenza, rischiamo di perdere quella rete dedicata all’informazione che lei stesso ha avuto modo di definire “preziosa”, che è una risorsa importante per il paese e che dà occupazione a 27.000 famiglie”.

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