Quando nascerà un canale Rai istituzionale? Se ne parla il 26 a Eurovisioni 2018

La Rai ha l’obbligo, per il Contratto di servizio, ad avviare la nascita di un canale istituzionale che apra le porte del Senato e della Camera, del Quirinale e dell’Unione Europea in modo ampio e con un linguaggio accessibile, come avviene in tutte le tv pubbliche europee e del mondo. Sarebbe un modo per avvicinare la politica ai cittadini, farli entrare nei Palazzi e rendere questi “trasparenti”, esigenza quanto mai attuale, eppure nulla sembra muoversi a Viale Mazzini. Ci sono le dirette dei lavori d’aula e gli approfondimenti assicurati da Rai Parlamento (ma con una programmazione relegata in orari di nicchia) e continua la convenzione con Radio radicale, ma il contratto fra tv pubblica e Ministero dello Sviluppo, alla voce “Obblighi specifici” (articolo 25, Istituzioni), impone che la Rai presenti “entro dodici mesi” dall’entrata in vigore del contratto (7-3-2028 sulla G.U.), un progetto di canale tematico istituzionale.

Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Un dibattito non nuovo che sarà “acceso” nel seminario “Raccontare ai cittadini la politica oggi: i canali parlamentari in Europa”, organizzato da Eurovisioni in collaborazione con Rai, Camera dei Deputati e Infocivica nell’ambito di Eurovisioni 2018, rassegna che si terrà a Roma venerdì 26 ottobre e sabato 27. All’incontro in questione parteciperanno il presidente della Camera, Roberto Fico, il direttore di BBC Parliement e l’amministratore delegato di Lcp, la Chaine Parlamentaire.

Già dalla metà degli anni ’90 è stata studiata da Rai Parlamento la creazione di un canale istituzionale in collaborazione con la Camera e il Senato: era previsto anche nel famoso piano delle news dell’ex Dg Rai, Luigi Gubitosi, poi, dopo il naufragio delle newsroom… il nulla. E in commissione di Vigilanza il tema si è impantanato nei veti politici. La Rai non può aumentare le testate, eppure fra i14 canali digitali tematici uno potrebbe essere dedicato alle istituzioni.

Per ora sui canali satellitari di Camera e Senato, e sulla web tv dei rispettivi siti, si possono seguire in streaming le sedute dell’Aula e delle commissioni parlamentari e anche le audizioni. A Montecitorio sono state fatte delle sperimentazioni anni fa, racconta Gennaro Pesante, responsabile dei canali satellitare e YouTube della Camera, anche con tre interessanti documentari sulla storia del Palazzo e delle istituzioni, realizzati in collaborazione con Rai Parlamento e Rai Teche, con materiale d’archivio e interviste.
Ma se la Rai, nonostante le indicazioni del contratto di servizio, non attiverà il canale, la Camera non esclude di potersi rivolgersi a privati e procedere autonomamente come è avvenuto in Francia. In prima fila, ovviamente, ci sarebbe Radio Radicale, che ha anche la tv.
Un canale istituzionale è una cosa “normale” in tutti i Paesi del mondo; nei palinsesti ci sono sia dirette d’aula che approfondimenti, talk show politici e culturali. C’è la storica C-span americana, fondata nel 1979 da Brian Lamb come canale indipendente, non governativo, né commerciale. In Gran Bretagna Bbc Parliament (che fa soprattutto dirette); la Francia ne ha due: il Public Senate e la Chaine Parlamentaire (per costituirli è stata fatta una legge ad hoc, canali gratuiti sul digitale, sul satellite, via cavo e su internet); la Bundestag Tv tedesca, il Canal del Congreso messicano e la Telecamara brasiliana, persino la Corea del Sud (tv tecnologicamente evoluta); e ancora lo Knesset Channel israeliano, il Canal Parlamento portoghese e lo spagnolo e anche la Grecia ne ha uno, nonostante le traversie della tv pubblica: l’Hellenic Parliament tv. Un canale di informazione sui lavori della Commissione Europea è l’Ebs (Europe by Satellite).

Insomma, l’Italia è indietro. Se ne parlerà nella rassegna Eurovisioni 2018, che inizia venerdì 26 nella sede dell’Accademia di Francia a Villa Medici e a Palazzo Farnese, a Roma. Il tema della 32esima edizione del Festival Internazionale di Cinema e Televisioni è: “Patrimonio Culturale e Servizio pubblico: matrimonio d’amore e d’interesse?”. Parteciperanno anche il presidente Rai, Marcello Foa e il presidente Agcom, Marcello Cardani. Si concluderà sabato alle 20 con la consegna del Premio Roberto Morrione 2018.

IL PROGRAMMA 
Sabato 27 ottobre 2018
GIORNATA ITALIANA
Accademia di Francia a Roma – Villa Medici – Viale Trinità dei Monti 1, Roma

09:30 Gran Salone
Saluti di Benvenuto:
Giuliano Pacetti, Città Metropolitana di Roma Capitale, in rappresentanza della sindaca Virginia Raggi*
Michel Boyon, presidente Eurovisioni
Franco Siddi, presidente Confindustria Radio TV
Altre personalità da confermare

10:00-13:30 Seminario in collaborazione con RAI, Camera dei Deputati ed Infocivica
“Raccontare ai cittadini la politica oggi: i canali parlamentari in Europa”

Tavola rotonda
Moderatore: Giampiero Gramaglia, Presidente Infocivica
Gennaro Pesante, Ufficio Stampa Camera Deputati
Peter Knowles, Controller BBC Parliament
Rappresentante LCP*
Rappresentante Public Sénat*

segue dibattito con:
Roberto Amen, Stefano Rolando, Bruno Somalvico, Antonio Di Bella*

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