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Agcom: il futuro della televisione digitale terrestre nell’integrazione; dubbi sul trasferimento di risorse da tv a tlc

“Le reti a larga banda sono divenute dei temibili competitor per quelle televisive ma l’offerta televisiva terrestre, calata nell’attuale scenario multipiattaforma, continua a mantenere un suo forte appeal”. È dunque possibile che, in futuro, “il digitale terrestre continui a mantenere un suo spazio integrandosi con altre forme di fruizione in un’ottica di complementarietà”. Lo ha detto il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Martusciello, intervenendo alla conferenza annuale di HD Forum Italia.

Il Commissario Agcom Antonio Martusciello (foto Ansa/Ciro Fusco)

Il Commissario ha evidenziato come in Italia, a differenza di quanto accade in altri Paesi europei, non è presente una valida alternativa alla piattaforma televisiva digitale terrestre in quanto “non può contare su una rete per la TV via cavo e i servizi audiovisivi veicolati dalle reti a larga banda hanno una penetrazione non paragonabile a quelli diffusi dal digitale terrestre”. Martusciello ha anche ricordato come nemmeno la piattaforma satellitare sia in grado di competere perché “in Italia la TV digitale terrestre è diffusa in modo capillare ed è profondamente radicata nelle abitudini e nella cultura dei cittadini: per questo rappresenta strumento essenziale per il pluralismo e l’accesso generalizzato a cultura, informazione e intrattenimento. All’importanza sociale si affianca poi un ruolo commerciale ancora di primo piano che può ulteriormente evolvere in futuro”.

In relazione al processo di refarming della banda 700MHz, attualmente in corso, Martusciello ha sottolineato come questo “punta a rendere concrete le grandi aspettative riposte nei sistemi di quinta generazione” e che “ferme restando le notevoli difficoltà di riconfigurazione del sistema televisivo, l’adozione delle più avanzate tecniche di trasmissione e codifica può in qualche modo compensare la cessione di frequenze alle telecomunicazioni”. Riguardo all’eventualità di un futuro ingresso delle tlc anche nella restante porzione di spettro destinato alla televisione – la cosiddetta banda sub 700MHz (470MHz – 694MHz) – il Commissario ha evidenziato che “considerando sia l’aspetto commerciale che quello sociale, non è al momento possibile concludere che, in Italia, il trasferimento di altre risorse dalla TV alle telecomunicazioni sarebbe vantaggioso”.

Martusciello ha infine rilevato come in uno scenario tecnologicamente evoluto, di competizione e complementarietà fra diverse modalità di distribuzione e fruizione, resti ferma la centralità della produzione dei contenuti: ”la sfida quindi sarà quella di puntare su prodotti originali, cercando un proficuo sodalizio con l’innovazione e gli aspetti tecnologici in grado di consentirne una più ampia distribuzione”.