Nelle edicole e in Rete arriva Il Paese Sera, quotidiano eticamente e socialmente responsabile

La nascita di un quotidiano è sempre una bella notizia. Se poi è un prodotto cartaceo sembra quasi un miracolo. Eppure il 29 ottobre nelle edicole di Milano, Roma e Napoli arriva Il Paese Sera, quotidiano fondato e diretto da  Luca Mattiucci edito da una impresa sociale che  ha un business plan piuttosto originale.

Luca Mattiucci

L’idea è  far produrre le news a un gruppo di giovani giornalisti insieme a disabili, rifugiati, ex detenuti, disoccupati e neo mamme. “Nessuno sfruttamento dei lavoratori, tutta la filiera è retribuita nella misura corretta e non si alimentano forme di precariato. Lo stipendio più elevato non supererà di 4 volte quello più basso dell’intera filiera produttiva”, assicura Mattiucci.

Il quotidiano cartaceo  -formato tabloid a 16 pagine a colori –  è distribuito  inizialmente in 40mila copie  a cinquanta centesimi. Soglia per cui l’editore non ha ricavi dalla vendita. Il business arriva dalla raccolta pubblicitaria gestita internamente con un’aggressiva politica commerciale che vede premiare gli agenti con provvigioni dall’8% al 12% a seconda dell’area su cui operano (al Sud, terreno più difficile, la percentuale aumenta).  Non si avvale nemmeno dei distributori tradizionali.  La presenza nelle principali città italiane è assicurata da un network di migranti ed ex-detenuti selezionati dalla Comunità di Sant’Egidio.

Il Paese Sera è presente anche in Rete dove ha elaborato un piano economico piuttosto articolato. Il sito infatti non si sostiene con la pubblicità (“non funziona”, dice Mattiucci) ma sulla profilazione dei lettori. In sostanza ,l’accesso al quotidiano online è consentito a chi si registra con l’incentivo di  ricevere  una specie di ‘buono fedeltà’.  I lettori che frequenteranno con costanza e sufficentemente a lungo il sito riceveranno  un  credito di 99 euro da spendere in una donazione a un soggetto no-profit, in denaro su conto corrente o per l’acquisto di un abbonamento ad un altro giornale . L’idea è quindi di ripagare il lettore fedele che in cambio dovrà  fornire all’editore una sua  profonda e veritiera profilazione. Come garantire che  i dati forniti siano reali? “Per accedere al bonus i lettori devono per forza fornirci  dati veritieri, compresi quelli bancari”, spiega il direttore.

Altra particolarità del progetto è che la presenza social de Il Paese Sera è affidata a persone con sindrome di Asperger “perché siamo certi di poter mostrare che la disabilità è un valore aggiunto e non uno svantaggio, sul serio”.  Su Facebook, Instagram e gli altri social,  le notizie vengono pubblicate integralmente e senza link al sito del giornale perchè, spiega Mattiucci, “sappiamo che i loro algoritmi penalizzano gli articoli costruiti per portare i lettori sui siti degli editori,  tant’è che i post che non hanno a link esterni aumentano del 60% le visualizzazioni. Noi accettiamo questa logica cercando di sfruttare i social per incrementare al massimo la penetrazione del brand”.

L’editore de Il Paese Sera  è un soggetto misto composto da privati (aziende e cittadini) che partecipano nella  forma di impresa sociale.Ciascuno dei soggetti – spiega il direttore e fondatore – non può cumulare più di 50 quote (valore di una quota 1.000 euro), secondo la logica tanti padroni, nessun padrone. “Il prodotto editoriale ha un costo annuo di produzione pari a 1,2 milioni di euro. Per chi crede sia poco basta verificare il livello di sprechi e costi superflui che le aziende editoriali tradizionali hanno cumulato negli anni. Un modello agile che permette di realizzare un giornale qualitativamente alto a costi relativamente bassi”.

 

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