Rai, Foa e Salini: per le nomine valorizzate figure interne

“L’aspetto rilevante di queste nomine è che sono tutte interne alla Rai. Si conferma il desiderio sia dell’ad Fabrizio Salini che mio di valorizzare le risorse interne e dare una importante chance professionale a chi lavora da tanti anni in azienda”. Così il presidente della Rai, Marcello Foa, ha commentato con l’Ansa le nomine alle testate giornalistiche del servizio pubblico varate oggi dal Cda.

“Nella scelta delle direzioni delle testate, che sono nomine sensibili e oggetto di grande attenzione mediatica, abbiamo voluto dare un segnale di coerenza e fiducia nei confronti di tutti i dipendenti della Rai”, ha continuato Foa.

“Per tutte le nomine c’è stata un’ampia maggioranza con un clima in consiglio molto costruttivo”, ha aggiunto poi il presidente Rai. “Stiamo lavorando serenamente al di là delle polemiche politiche. L’ad ha presentato le sue proposte, compiute utilizzando criteri rigorosamente professionali e valutando la compatibilità delle persone con le singole cariche”, ha concluso.

Nella foto, a sinistra Fabrizio Salini (foto Ansa); a destra Marcello Foa

“Le nomine approvate oggi in cda rappresentano un segnale forte e importante da parte dell’azienda rispetto alla sua chiara volontà di valorizzare le sue risorse interne”. E’ stato il commento dell’ad Fabrizio Salini. “Gli eccellenti professionisti nominati oggi alla guida di Tg1, Tg2, Tg3, Tgr e del Giornale Radio sono tutti giornalisti di lungo corso all’interno del servizio pubblico e, ognuno con la sua storia personale, sono garanzia di imparzialità, autonomia e indipendenza. Anche i tempi per l’individuazione dei candidati sono il frutto di questa necessità di conoscere a fondo l’azienda e valutarne attentamente le potenzialità”.  “Sono inoltre molto soddisfatto della collaborazione instaurata con il presidente Foa e del clima costruttivo con cui in consiglio si sono discusse e valutate le mie proposte, sintomo di una governance coesa che lavora con spirito di servizio a rafforzare la leadership dell’informazione pubblica e a renderla sempre più forte ed autorevole, anche con la ricerca di nuovo pubblico, specie tra i più giovani”, ha concluso.

I commenti dei consiglieri
De Biasio -“Provo soddisfazione per la nomina odierna dei direttori perché sono persone valide e perché sono interni Rai. È tempo di valorizzare le risorse interne e ridare ai dipendenti Rai che meritano percorsi di crescita e sviluppo professionale. Il tutto in linea con uno dei miei obiettivi per i prossimi 3 anni: far sì che gli italiani tornino ad essere orgogliosi della Rai e che i dipendenti Rai siano orgogliosi della propria azienda”. Lo dice all’Ansail consigliere Rai Igor De Biasio.

Rossi – “Ho votato a favore delle nomine perché è l’inizio di una trasformazione dell’offerta informativa della Rai che si compirà poi con la scelta delle vicedirezioni che hanno un ruolo importante nelle testate. Occorre riequilibrare l’informazione e renderla più plurale rispetto agli ultimi anni, più rispondente a un percorso di trasformazione del nostro paese. L’informazione in questi ultimi mesi ha raccontato l’Italia delle elite, non quella reale. L’obiettivo è rimetterla in linea con la realtà”. Lo dice all’Ansa il consigliere Rai Giampaolo Rossi. “Ho espresso solo due riserve – prosegue Rossi -: una relativa alla radiofonia, non per la figura di Luca Mazzà, ma perché la radiofonia ha bisogno di una riorganizzazione dell’architettura dell’offerta informativa e delle reti. Sarebbe stato meglio procedere a questa riorganizzazione prima di nominare il direttore. La seconda riserva riguarda il Tg1: forse sarebbe stato meglio scegliere Gennaro Sangiuliano a guidare la testata giornalista principale e mettere invece Giuseppe Carboni al Tg2, perché il salto da caporedattore a direttore del Tg1 è forse un po’ rischioso”. Alle accuse del Pd di lottizzazione totale, Rossi replica: “Mi sembra francamente una battuta comica, se c’è una definizione pluralista della scelta dei candidati è quella che abbiamo fatto -. Mazzà e altri neodirettori non sono certo riconducibili al mondo sovranista. Da molto tempo la Rai non aveva la capacità di scegliere in maniera plurale e libera la guida delle testate. Altri cda hanno scelto in maniera monopolizzante, questo cda si è basato sui curricula e su un’idea di riequilibrio dell’informazione”.

Laganà – “L’amministratore delegato Fabrizio Salini ha individuato, tra i colleghi interni, profili validi e approfitto quindi per esprimere gli auguri di buon lavoro a tutti i nuovi direttori. Mi dispiace tuttavia che il mio invito ad una maggiore trasparenza nei processi di nomina, che avevo sintetizzato in una lettera al consiglio, non sia stato raccolto. Speriamo sia tenuto in considerazione per le prossime nomine”. Lo afferma il consigliere Rai eletto dai dipendenti Rodolfo Laganà. “Nel corso dell’odierna seduta, ho inoltre portato all’attenzione dell’amministratore delegato e degli altri consiglieri alcune rilevanti questioni su cui, credo, sia necessario e urgente un confronto trasparente – prosegue Laganà -: le politiche del lavoro in azienda, premio di risultato, il futuro dei centri di produzione, il tema della frequenze e la migrazione dalla banda 700. Ho infine chiesto la massima attenzione su quanto sarà previsto sul canone Rai nella prossima legge di Stabilità. Auspico che il governo confermi la fiducia nel vertice aziendale dando alla Rai risorse adeguate ad affrontare le sfide poste dai nuovi obblighi presenti nel contratto di servizio e dal mercato digitale”.

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