Malagò: chiudere Coni Servizi? “Rischio autogol. Spero ci siano modifiche”

“La ragione non dovete chiederla a me però penso che la risposta credo sia di natura politica, vedremo nei prossimi giorni. Se serviva allo sport italiano? No, non lo penso proprio”. E’ la considerazione del presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti riguardo alle novità in legge di bilancio per quanto riguarda la riforma di Coni Servizi e il passaggio della gestione dei contributi per le federazioni a un ente ‘Sport e Salute spa’, sotto il controllo del ministero dell’economia.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò (Foto ANSA /GIORGIO BENVENUTI)

“La bozza rimane questa, è anche un fatto tecnico. Diciamo che è già in arrivo in Parlamento per discussioni e valutazioni. Spero e penso”, è l’auspicio di Malagò così come riferito dall’Adnkronos, “ci possano essere delle modifiche rispetto a come sono state presentate, d’altronde è un disegno di legge e non un decreto legge”.

“Ci siamo confrontati e abbiamo esposto opinioni, considerazioni”, ha proseguito il numero uno del Coni. “Ci dovremo vedere nei prossimi giorni e, al di là di volontà espresse, credo fosse importante far presente alcuni aspetti che probabilmente bisognava tenere in considerazione. Su alcune cose ho espresso una opinione estremamente favorevole, mi riferisco alle modalità del finanziamento che sono a fronte di una technicality del 32%, un terzo dunque del gettito dell’erario sul comparto, su un valore non inferiore ai 410 milioni di euro, penso sia una idea importante, significativa e innovativa. Mi sono permesso però di fare una precisazione: se la quota parte di questi soldi rimanesse inalterata, c’è il rischio che se si dovesse
passare da una Spa, una società pubblica, a una società privata, come peraltro c’è lo status giuridico di alcune federazioni, si perde l’Iva per strada e in realtà si rischia un grande autogol”.

“Seconda cosa molto positiva è l’articolo che parla dello sport bonus, che riguarda sopratutto la gestione degli impianti ma anche le ristrutturazioni, dove è premiata la fiscalità della materia. Poi c’è un terzo capitolo, un bonus, un premio rispetto alla legge sui diritti tv dove c’è una quota del 6% che premia chi coinvolge, tessera, giocatori del vivaio italiano e come presidente del comitato olimpico non posso che applaudire”, conclude il n.1 del Coni.

“Mi sembra, come al solito, che ci sia anche un pò di enfasi rispetto a queste prospettive rivoluzionarie”, ha dichiarato invece il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. “Diciamo riformatrici, questo sì”.

Giancarlo Giorgetti (Foto Ansa/ANGELO CARCONI)

“L’incontro con Malagò”, ha aggiunto Giorgetti, “è stata l’occasione per illustrare i contenuti delle nostre proposte in maniera di sport. Sono proposte che arrivano dal contratto di governo, per cui da un’intesa con il Movimento Cinque Stelle. Adesso queste proposte andranno in parlamento, ci saranno due mesi di approfondimenti e discussioni e anche, ovviamente, con il mondo dello sport e il Coni, quindi con Malagò”.

“Se la ripartizione dei fondi alle federazioni nel 2019 sarà ancora compito del Coni? Assolutamente sì”, ha però precisato Giorgetti. “È una visione più ampia, ma il Coni continuerà a conservare delle prerogative che gli affida la Legge”.

“Se la riforma riguarderà anche il Comitato paralimpico? Di questo dobbiamo discutere, nel senso che il meccanismo che abbiamo messo in campo per lo sport italiano è l’autofinanziamento rispetto alle imposte che il sistema dello sport paga e genera. Questo meccanismo potrebbe valere anche per il Cip, ma dobbiamo discuterne anche con il presidente del Cip. Può essere un’opportunità ma anche un rischio in questo caso, quindi vedremo”, ha concluso il sottosegretario.

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