Internet sempre meno libero nel mondo. Freedom House: dai governi più controlli con il pretesto delle fake news

Internet è sempre meno libero, c’è un peggioramento sul fronte dei diritti e delle libertà della rete con il modello Cina sempre più diffuso anche in altri paesi. Lo sostiene l’ultimo rapporto dell’organizzazione non governativa Freedom House che evidenzia un aggravamento in buona parte dei 65 Paesi valutati. Secondo i parametri valutati, infatti, la libertà della rete è peggiorata in 26 paesi, e nella metà dei casi ad aver inciso negativamente è stata la presenza di appuntamenti elettorali. In 19 invece si è registrato un miglioramento.

(elaborazione Freedom House)

Al vertice della nazioni con il maggior numero di violazioni si trova la Cina con un punteggio di 88 su 100, seguita da Iran (85/100) e Siria (83/100). Islanda (6/100), Estonia (6/100), Canada (15/100) e Germania (19/100) sono al contrario i paesi più liberi.
Negli Stati Uniti, la libertà di internet è diminuita nel 2018 a causa dell’abrogazione della neutralità della rete. L’Italia viene considerata una nazione con un buon livello di libertà della rete: la valutazione è di 25 su 100.

Secondo la Ong i governi stanno intensificando il controllo sui dati dei cittadini utilizzando normative formalmente introdotte per eliminare le fake news.
La politica restrittiva cinese si è diffusa negli ultimi due anni con il governo che ha addestrato in questo senso i paesi dei mercati emergenti.
“Il tema chiaro in questo rapporto è che Internet viene sempre più utilizzato per distruggere le democrazie in contrasto con le dittature destabilizzanti”, ha spiegato Mike Abramowitz, presidente di Freedom House. “Propaganda e disinformazione stanno sempre più avvelenando la sfera digitale, e autoritarismo e populisti usano la lotta contro le notizie false come pretesto per imprigionare giornalisti e critici dei social media”.

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