Tutto sul futuro della fruizione video secondo GroupM

Cala l’ascolto di flusso, lineare, di contenuti video. E anche sul fronte dell’offerta di contenuti più tradizionale – televisiva, in chiaro e a pagamento – emerge un orientamento verso proposte che rendano possibile l’advertising addressable. Sono questi alcuni dei concetti chiave emersi da un ciclico appuntamento d’indagine. E’ stata infatti presentata in tutto il mondo la seconda edizione di ‘State of Video’, il report di GroupM, media holding del gruppo Wpp, sull’evoluzione internazionale della fruizione video. Firmata da Adam Smith, Futures Director GroupM, e da Rob Norman, Senior Advisor della parent company media, la nuova release del monitoraggio analizza le nuove tendenze, indica quali siano i player emergenti e come si stia sviluppando l’offerta advertising.

Tra gli ‘hot topics’, il documento si sofferma innanzi tutto sul cambiamento della fruizione televisiva: la tv lineare manifesta segni di declino a livello globale, pur continuando a sostenere la domanda degli inserzionisti. Anche in Italia, paese decisamente tv-centrico, stanno cambiando le abitudini di consumo video a favore dello sviluppo delle abitudini innescate dal digitale, di contenuti video sempre più premium e di player che favoriscono la user experience.

Secondo capitolo importante dell’analisi, quello dedicato alle misurazioni. Non sono pochi I problemi da risolvere e attengono soprattuto al fatto che – essendo la visione video frammentata su diversi device – diventa necessario armonizzare I metodi di pesatura dei consumi che al momento, nella Maggio parte dei casi, fanno riferimento a sistemi e differenti e funzionano usando parametri differenti.

Terzo aspetto chiave, l’approfondimento sull’evoluzione dell’addressable tv. E’ di fatto già partito lo sviluppo di una tipologia di advertising televisiva sempre più efficiente, mirata e digitale, che cerca di difendere un territorio aggredito soprattutto dai big player delle piattaforme tecnologiche.

Ultimo capitolo dell’indagine, così sono proprio gli sviluppi dell’ultimo anno riguardanti le attività di Amazon, Facebook, Netflix e YouTube, che poi sono le principali realtà video online, nonché competitor del mondo incumbent televisivo.

Emerge come all’interno del perimetro advertising, YouTube sia leader soprattutto grazie ad un numero impressionante di produttori di contenuti. Tra I fenomeni emergent, quello che mostra come Amazon e Facebook insidiino ora anche il mondo dei diritti sportivi e, in particolar modo, come il futuro nel mondo Video di quest’ultimo player non sia da sottovalutare, nonostante non sia ancora ben definito l’effettivo successo della nuova sezione Watch, inserita all’interno del social.

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