Rai, Corte dei conti: internalizzare attività e concentrare gli impegni finanziari su priorità strategiche

Nell’attuale contesto, caratterizzato da un mercato in continua evoluzione, la Corte dei conti ha  evidenziato la necessità che l’azienda prosegua, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli  impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche, con decisioni di spesa strettamente coerenti con il quadro di riferimento  ed un maggiore contenimento dei costi, soprattutto quelli della produzione. Lo scrive la Corte dei Conti nella relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Rai per l’esercizio 2016.

Marcello Foa (Foto Vincenzo Livieri – LaPresse)

L’esercizio di Rai Spa chiuso al 31 dicembre 2016 presenta un utile netto di 4,2 milioni di euro, in consistente miglioramento rispetto alla perdita di 45,9 milioni di euro registrata nel precedente esercizio. La struttura patrimoniale della società ha posto in evidenza un capitale proprio pari a 799,4 milioni di euro, in  diminuzione rispetto al 2015 (811,7 milioni di euro), per effetto sia delle perdite portate a nuovo che della diminuzione delle riserve, continuano i magistrati contabili.

I ricavi sono aumentati di 292,4 milioni di euro, passando dai 2.335,3 milioni di euro nel 2015 ai 2.627,7 milioni di euro nel 2016. In particolare, le entrate derivanti dal pagamento del canone  radiotelevisivo (ammontavano a 1.588,1 milioni di euro nel 2014 e a 1.637,5 milioni di euro nel 2015) sono significativamente aumentate nel 2016, passando a 1.909,7 milioni di euro (+16,6% rispetto al
2015). Per quanto riguarda le risultanze del gruppo Rai, dal conto economico consolidato emerge un risultato dell’esercizio 2016 positivo per 18,1 milioni di euro, a fronte di una perdita di 25,6 milioni di
euro registrata nel 2015, continua la Corte dei Conti.

Tra le vicende di maggiore rilievo occorse negli ultimi anni, va citato innanzi tutto il rinnovo della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, di cui al  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2017. La nuova concessione ha durata decennale e il relativo contratto di servizio è stipulato ogni 5 anni, continua la magistratura contabile.

Nella seduta del 22 dicembre 2017 il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo schema di Contratto nazionale di servizio tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Rai per il periodo 2018-2022, previo parere della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, aggiunge la corte dei Conti.

Per quel che riguarda le strategie operative e gestionali, il piano industriale 2016-2018 si è focalizzato essenzialmente su tre obiettivi: universalità e differenziazione dell’offerta di servizio pubblico; leadership degli ascolti; sostenibilità economico-finanziaria. In particolare, con riferimento all’ideazione e alla produzione di contenuti è stata sviluppata una piattaforma digital, per intercettare le generazioni più giovani e fornire agli utenti un’esperienza multimediale complessiva, concludono i magistrati contabili.(AdnKronos)

 

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