Philip Morris International presenta Iqos e promuove la fruizione senza fumo del tabacco

Una nuova generazione di Iqos, più ergonomici, resistenti, con una batteria molto più performante e la possibilità di personalizzare questo sempre più elegante device ‘proprietario’ che Philip Morris ha lanciato per rendere ancora più facile e soddisfacente la fruizione più innovativa del tabacco. Quella alternativa alla sigaretta classica e alla combustione, che mette in gioco la possibilità d’inalare la materia prima riscaldata. Un modalità inventata, migliorata e promossa quattro anni fa dal gigante multinazionale, che ora punta con sempre maggiore convinzione a superare l’era del fumo e mettere da parte la maggior parte dei problemi generati ai fumatori dalla combustione.

L’ha presentata a Milano, nell’iconico spazio brandizzato di via Buonaparte 50 (ne esiste uno simile a Nagoia, in Giappone) la compagine italiana di Philip Morris, sempre più orientata ad accelerare la diffusione della fruizione ‘senza fumo’. L’ad Eugenio Sidoli, il responsabile nuovi prodotti Daniel Cuevas, il direttore global communication Tommaso Di Giovanni, introdotti da Francesco Luti (head of communication Italia), hanno illustrato i pregi del nuovo apparecchio tecnologico, ma hanno pure fatto il punto su come stia avanzando in Italia e nel mondo questa nuova maniera d’interpretare l’evoluzione del mercato.

Sidoli ha dichiarato che PMI intende arrivare vicino a quota 500mila fumatori ‘senza fumo’ entro la fine dell’anno nel nostro Paese, nel quadro di un processo che immagina una percentuale del 40% di fumatori senza combustione entro il 2025, con un profondissimo cambio di paradigma. Il prodotto non è indirizzato ai non fumatori. La ragion d’essere di Iqos 3 – ha rimarcato l’ad della società – è quello di convincere un numero sempre più ampio di fumatori convinti, che altrimenti continuerebbero a fumare sigarette, a passare a prodotti alternativi, molto meno impattanti sulla loro salute.

Un momento della presentazione

Iqos è oggi presente in 43 mercati ed è utilizzato da circa 6 milioni di fumatori adulti al mondo che altrimenti – garantiscono da PMI, sempre più supportati da studi scientifici e clinici – avrebbero continuato a fumare sigarette classiche.

Uno tra i nodi da sciogliere per favorire una penetrazione ancora più veloce di Iqos tra chi ha il vizio del fumo, è quello di poterne fare conoscere le caratteristiche in maniera più ampia e generale, usando senza blocchi la comunicazione per questi sistemi innovativi, che per adesso stanno prendendo piede soltanto attraverso il passaparola positivo.

“Il divieto alla pubblicità, collegato ad una legge del 1962 – ha spiegato Sidoli – funziona da elemento in larga misura vincolante per ogni sviluppo di questo tipo. Anche se, considerato il cambiamento epocale in corso, sarebbe giusto che sul perimetro del divieto si aprisse un dibattito serio, approfondito e trasparente. Il tema non è solo regolamentare, ma investe anche la dimensione politica e sociale. Circa il 70% dei fumatori che prova Iqos rinuncia poi completamente alla sigarette. Ma attualmente è esposto ai messaggi che danno informazioni di questo tipo solo il 20% dei fumatori tradizionali”.

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