Le otto identità digitali degli italiani secondo GroupM – DOCUMENTO

“Grazie alla piattaforma di GroupM che registra 50 milioni di interazioni online al giorno abbiamo messo a punto – nel pieno rispetto della privacy – un’analisi delle identità digitali degli italiani molto più precisa e dettagliata delle indagini campionarie fatte dagli istituti di ricerca tradizionali”.

Roberto Binaghi, vice president di GroupM, ha presentato i risultati della ricerca ‘Dai Target alle Identità Digitali ‘ a Iab Forum 2018, con l’aiuto di Massimo Russo, direttore generale della divisione digitale del gruppo editoriale Gedi.

Analizzando i comportamenti e le abitudini online delle persone in base a una serie di valori contrapposti (power vs caring, introversione vs estroversione, global vs local, eccetera) GroupM ha individuato otto cluster, ognuno dei quali rispecchia una particolare identità digitale.


Ci sono i ‘socializer’, gente giovane che spende più soldi in aperitivi che al supermercato, e all’estremo opposto i ‘nester’, pantofolai che amano i libri, gli animali da compagnia, gli acquisti online e i consumi di nicchia. Le ‘active family’, mamme che frequentano siti di dating e amano i video online, e i ‘money seeker’, tipi appassionati di sport, economia e finanza, tecnologia. Gli ‘small business’, i padroncini, maschi che ascoltano la radio, leggono i giornali locali e vivono per lo più in provincia. I ‘world citizen’, i cittadini del mondo, cosmopoliti, che non guardano la tivù ma preferiscono la musica in streaming. E la ‘open élite’, l’intellighenzia, persone sui 45 anni con un reddito abbastanza elevato, che guardano le pay tv e leggono molti quotidiani. E infine i ‘digital mainstream’, il gruppo più grande: chi al mattino posta sui social messaggi come “Buongiornissimo!” e la foto di una tazzina di caffè.
GroupM non si è limitato a questi otto profili, ma è andato più a fondo nell’analisi, individuando 4.500 segmenti che ci dicono cose più precise sulle abitudini e le preferenze delle persone. Un esempio: le persone che amano fare acquisti in occasione del Black Friday o chi programma le vacanze estive prima di Natale.
A che servono tutte queste informazioni? “A fare investimenti pubblicitari più mirati, che ottengono buoni risultati nel 95% dei casi, campagne più performanti a un costo minore”, ha risposto Binaghi.

 

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