Di Maio risponde al flashmob dei giornalisti: presto incentivi a editori puri ed equo compenso. E pubblica la lista nera dei giornali

“A breve porteremo in Parlamento una proposta di legge che incentiva gli editori puri, quelli che non hanno interessi né economici né politici”. E “grazie a questo avremo una libertà di informazione pienamente in linea con il dettato costituzionale”. Sceglie di parlare subito dopo il flashmob organizzato dalla Fnsi il vicepremier Luigi Di Maio, in un video su Facebook registrato all’interno del ministero dello Sviluppo economico.

“Vogliamo garantire la libertà di stampa con l’equo compenso”, ha aggiunto Di Maio. “Spero ne vogliano parlare con me il presidente dell’Odg, il presidente della Fnsi e le associazioni dei giovani precari che fanno battaglie importanti”.

Quanto alla polemica sugli insulti da parte di esponenti 5 stelle, Di Maio replica tagliando corto: “Per noi la libertà dell’informazione è sacra, ma libertà di stampa non può essere libertà di dire bugie, libertà di offendere” e “se c’è la libertà di raccontare menzogne, io ho il diritto di difendermi”.

Nel video Di Maio si rivolge anche ai precari, ai giornalisti “che tirano la carretta, quelli che in redazione scrivono articoli per tutti quanti”: “la libertà di informazione si garantisce prima di tutto migliorando le condizioni di lavoro dei giornalisti. Soprattutto i giornalisti sottopagati, al limite dello sfruttamento”. E ancora: “dobbiamo partire dagli ultimi, da quelli che scrivono due o tre pezzi al giorno, magari senza firma, giovani ma anche meno giovani, conosco cinquantenni che guadagnano 600 euro al mese e scrivono ogni giorno a fronte di chi guadagna 100mila euro al mese e scrive una volta a settimana”.

“Dare libertà a chi scrive e potrà avere autonomia dal punto di vista economico e professionale”, ha ribadito come obiettivo del governo Di Maio, “in un giornale o una tv che avrà finalmente la sua libertà dal punto di vista degli interessi economici e politici”.

“Chi parla di pericolo di dittatura come Berlusconi”, ha concluso, “mi fa un po’ ridere, rappresenta la classe politica di un’epoca che non tornerà più e che ha epurato giornalisti come Biagi, Luttazzi e Santoro”.

Oltre a Berlusconi, per il “conflitto di interessi” e gli “editti bulgari”, Di Maio ha criticato anche “l’epoca renziana quando giornalisti come Gabanelli, Giannini, Giletti, Floris, Mercalli, Porro sono stati epurati dalla Rai: noi li abbiamo difesi nonostante non pensassero molto bene di noi”. “Giornalisti che facevano fare share alla Rai”, “mi dispiace che allora non ci siano state rivolte contro l’epurazione”. E ancora: “spero che l’ad Salini possa rivalorizzare la Rai”.

Sempre oggi, sul blog dei 5 Stelle, viene pubblicato un post intitolato Il segreto di Pulcinella dell’informazione italiana, dove i 5 Stelle fanno l’elenco degli editori che, si legge, hanno “conflitti di interesse grossi come una casa, ma su cui tutti fanno finta di nulla”: Marco De Benedetti con Repubblica e la Stampa, Paolo Berlusconi con il Giornale, Francesco Gaetano Caltagirone con il Messaggero e Antonio Angelucci con Libero.

“Altre iniziative seguiranno”, affermano in una nota Federazione nazionale della Stampa italiana e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

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