Giornalisti, il ministro della Giustizia Bonafede: gli attacchi di Di Maio? Un dovere denunciare certa stampa

“La libertà di espressione del proprio pensiero è principio fondamentale della democrazia, così come è fondamentale l’articolo 21 che la sancisce”. Questa libertà propria “di tutti i giornalisti, ritengo debba essere anche di una forza politica che decide di denunciare una parte della stampa che per due anni ha attaccato a prescindere dai fatti una sindaca. Rientra nella libertà di espressione di una forza politica farlo ed è anche un dovere nel momento in cui ritiene leso il diritto di cronaca”. A sostenerlo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, durante il question time a un’interrogazione sugli attacchi del vice premier Di Maio e di altri esponenti M5S alla stampa.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede,(Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

“Mi fa piacere constatare che in questi giorni c’è nuova sensibilità delle forze politiche” sulla libertà di espressione “che non ricordavo nè ai tempi del governo Berlusconi nè ai tempi del governo Renzi”, ha rilevato il guardasigilli, parlando di “epurazioni” di giornalisti fatte dai due governi passati.

Sul tema del rapporto con l’Ordine dei giornalisti, Bonafede ha detto: “Mi confronterò rispetto a tutte le istanze che avranno da presentarmi”. In questo ambito, ha aggiunto, si potranno “valutare ipotesi di legge che intervengano sul conflitto di interessi” per arrivare all'”editore puro come figura prevalente e forse esclusiva del giornalismo italiano”.

Sul tema il ministro si era anche espresso questa mattina durante la puntata di Omnibus su La7. “C’è necessità di intervenire” sul conflitto di interessi anche nel settore dell’editoria, aveva detto. Con la legge “saranno individuati i criteri con cui definire il conflitto di interessi” e chi sarà in questa situazione “non potrà fare l’editore” o potrà detenere solo “una quota di minoranza”.

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