Cinema, esercenti e produttori: bene il decreto Bonisoli. Ok a regolamentazione su tempi di uscita dei film nelle sale

Le Associazioni di categoria dell’esercizio italiano Anec, Anem, Acec e Fice, unitamente ai produttori e ai distributori dell’Anica, accolgono con soddisfazione la notizia del nuovo decreto sulla qualificazione delle opere cinematografiche, annunciato dal ministro Alberto Bonisoli, “che include la regolamentazione delle tempistiche di uscita dei film in sala e sui successivi mezzi di sfruttamento, incluse piattaforme streaming”.

“Quanto affermato dal ministro è il punto di arrivo di un dibattito articolato promosso dal Mibac sin dallo scorso settembre, con un confronto tra tutti i componenti dell’industria che ha portato a una piena e produttiva condivisione di idee”, hanno scritto in una nota congiunta.

“Il provvedimento definisce i parametri delle opere cinematografiche nazionali per essere ammesse ai benefici di legge: punto di partenza è l’accoglimento della prassi vigente che prevede una ‘finestra’ di 105 giorni per tutti i tipi di film, volta a salvaguardare la sala come momento centrale dello sfruttamento dell’opera cinematografica; le regole proposte”, hanno rilevato, “mirano inoltre, attraverso deroghe, a valorizzare le diverse tipologie di produzione nazionale, inclusi film low budget e dalle minori potenzialità di mercato, ampliandone così le possibilità di sfruttamento e di visione”.

Dalle associazioni di categoria un plauso poi all’impegno del sottosegretario Lucia Borgonzoni, oltre che per il provvedimento, anche “per aver riportato all’attenzione di tutti il sostegno alle sale cinematografiche, non soltanto economico ma anche sotto forma di accordo per favorire la programmazione multipla giornaliera di film nelle monosale e per una stagione estiva di cinema che consenta finalmente di superare il fenomeno tutto italiano della stagionalità, con conseguente sovrabbondanza di offerta negli altri periodi dell’anno”.

“Ci si augura”, hanno scritto in conclusione, “che questo decreto favorisca la diversificazione della produzione e, di conseguenza, del consumo di film: una concreta opportunità per il potenziamento delle presenze nelle sale”.

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