Milano e Cortina giocano la carta Expo per convincere il Cio sulla fattibilità delle Olimpiadi 2026

Modello Expo 2015 per i Mondiali di sci alpino a Cortina d’Ampezzo e per concretizzare il sogno olimpico di Milano Cortina 2026. Si sono incontrati ieri alla Triennale il sindaco di Milano Beppe Sala e il primo cittadino di Cortina d’Ampezzo, Gianpiero Ghedina, le due città che corrono in tandem per la candidatura ad ospitare i Giochi invernali del 2026. Insieme a loro il presidente della Fondazione Cortina 2021, Alessandro Benetton, il soggetto che organizza i Campionati del Mondo di Sci Alpino 2021 proprio a Cortina. Presente in sala anche l’ad di Fondazione Cortina 2021, Valerio Giacobbi, insieme a tutto il team che sta lavorando alla realizzazione dell’evento.

Alessandro Benetton, Beppe Sala e Gianpietro Ghedina (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

I Mondiali di sci, oltre ad essere “l’evento sportivo ad oggi più importante che l’Italia ha in calendario”, sono “un’occasione per Cortina, la Regione, il territorio e forse per tutta l’Italia”, ha detto Benetton, raccontando di aver parlato anche con Sala quando ha accettato di salire sul “treno in corsa” di Cortina 2021. E il sindaco di Milano, già commissario unico dell’esposizione universale, gli ha suggerito di “far crescere una comunità che vada oltre l’evento per essere in grado di riproporne altri in futuro”. “Se dovessero arrivare le Olimpiadi, come imprenditore sarei felice di lasciare un simile lascito”. Intanto, per i Mondiali, “abbiamo impostato un lavoro basato su sostenibilità, giovani, e futuro e sul coinvolgimento da parte del territorio”.  D’accordo anche il sindaco del comune ampezzano: la città guarda a questi mondiali “per il rilancio del suo territorio e come una prova generale alle Olimpiadi invernali del 2026”, se l’Italia se le aggiudicherà.

Ai Mondiali saranno undici giorni di gare maschili e femminili di discesa, super G, gigante, slalom e, per la prima volta, di parallelo individuale, che porteranno a Cortina oltre 600 atleti da 70 nazioni, pronti ad aggiudicarsi gli 11 titoli mondiali in palio. Un evento a cui sono attese, riferisce l’Ansa, 6mila persone tra addetti ai lavori, volontari, tecnici, preparatori atletici, skimen e dirigenti e 150 mila spettatori presenti.

Quanto al sogno olimpico, dopo la rinuncia di Calgary, rimane solo una città rivale del connubio lombardo-veneto: Stoccolma. “Le prospettive sono buone”, ha assicurato Sala, “ho parlato con il presidente del Cio, Thomas Bach, e abbiamo requisiti in linea con le attese: un progetto che non preveda troppi investimenti, che sia rispettoso dal punto di vista ambientale e inclusivo”. Inoltre, ha aggiunto il sindaco di Milano, “ho messo sul tavolo anche l’esperienza di Expo 2015” nella gestione di simili eventi.

“Il fatto di avere Milano con noi é un fattore importante”, ha fatto eco il sindaco di Cortina. “C’è unità d’intenti e la ricetta è quella giusta. Per noi, dopo 70 anno anni dalla prima volta, avere di nuovo l’Olimpiade é un obiettivo” e “con Milano siamo complementari: noi siamo il cuore, loro la testa; noi la poesia e loro la prosa”. “Milano-Cortina non è un matrimonio innaturale ma una formula vincente”, ha concluso. Migliore, secondo Sala, della “soluzione un po’ algida di Pechino”, che ospiterà i Giochi Olimpici invernali del 2022.

Oltre a Milano e Cortina, che dovrebbero “dividersi le medaglie al 50%”, il progetto potrebbe coinvolgere anche Livigno, Bormio e la Valtellina. Quanto alle risorse “non ci spaventa il fatto di dover trovare 800 milioni nei prossimi 8 anni”, ha concluso Sala, “le garanzie ci sono e comunque si tratta di 400 milioni da 2 Regioni che sono piene di soldi”. Incassata anche l’apertura del vicepremier Salvini a che il governo possa contribuire al fianco dei privati se necessario, “il nostro riferimento è Giorgetti che ha la delega allo Sport”, ha ricordato Sala rispondendo a chi gli ha chiesto se dovrà convincere anche Luigi Di Maio. “Partiamo dal presupposto che quello che dice lui sia stato già discusso all’interno del governo e condiviso”.

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