Vivendi: proroga di 6 mesi per indagini sulla tentata scalata a Mediaset da parte della media company francese

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La Procura di Milano ha chiesto e ottenuto la proroga delle indagini sulla tentata scalata da parte di Vivendi a Mediaset che vede coinvolti per manipolazione del mercato il numero uno del gruppo francese Vincent Bollorè e l’amministratore delegato Arnaud De Puyfontaine.
La richiesta di altri 6 mesi è stata avanzata dal pm Silvia Bonardi, titolare dell’inchiesta coordinata anche dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, in quanto si è in attesa degli esiti di alcune rogatorie. Dopo di che la Procura trarrà le proprie conclusioni.

Vincent Bollorè, presidente di Vivendi (foto Olycom)

L’inchiesta era scattata a metà dicembre 2016 in seguito al mancato acquisto da parte di Vivendi della pay tv Mediaset Premium. Fininvest e Mediaset avevano presentato un esposto sostenendo che i francesi avrebbero creato “ad hoc” le condizioni per far scendere il titolo Mediaset, per poi lanciare la scalata a prezzi di sconto assieme allo scambio azionario del 3,5% tra Vivendi e Mediaset.
Nell’indagine, che aveva portato i finanzieri del Nucleo di polizia valutaria della Gdf di Milano, assieme a rappresentanti della Gendarmeria di Parigi a perquisire alcuni uffici nel quartier generale di Vivendi, Bollorè e De Puyfontaine sono accusati di aggiotaggio informativo. Inoltre sono già stati ascoltati diversi testimoni, tra cui anche Pier Silvio Berlusconi, il cfo di Mediaset Marco Giordani e Tarak Ben Ammar, consigliere di amministrazione di Vivendi e mediatore nel contratto di acquisto di Mediaset Premium.
Sulla vicenda è in corso anche un contenzioso civile con la prossima udienza fissata per il prossimo 4 dicembre davanti al giudice Daniela Marconi.