Premio EY 2018 a Sonia Bonfiglioli. Digitale e mercati esteri sempre più vitali per l’imprenditoria italiana

Sonia Bonfiglioli è l’imprenditrice dell’anno EY. La presidente di Bonfiglioli Riduttori ha infatti ricevuto il Premio EY 2018, il riconoscimento annuale attribuito da Ernst & Young che per la XXII edizione si è svolto con il supporto di banca Hsbc e della Sgr P101. Bonfiglioli è la prima donna ad aggiudicarsi il premio. L’Economia del Corriere e Ansa media partner dell’iniziativa.

Bolognese, ingegnere meccanico, Bonfiglioli è dal 2010 alla guida dell’azienda di famiglia che opera nell’automazione industriale come produttore di motoriduttori, motori elettrici e inverter, una gamma di prodotti all’80% venduti all’estero. Il premio le è stato attribuito, come spiegano le motivazioni della giuria, per aver portato il gruppo fondato dal padre nel 1956 ad affermarsi come realtà mondiale fra le più importanti del proprio settore capace di raccogliere e affrontare le sfide promuovendo ricerca e innovazione.

Oltre al vincitore nazionale, durante la cerimonia a Palazzo Mezzanotte (illuminato di giallo per l’occasione), sono stati conferiti anche i premi ai sei vincitori di categoria, più due speciali e il premio start up.

Il premio start up è andato all’imprenditore barese Alessio Lorusso di Roboze, specializzata in soluzioni per la stampa 3D. Ad Andrea Rigoni dell’azienda di miele e conserve biologiche Rigoni di Asiago il premio speciale sulla sostenibilità per aver innovato “senza mai rinunciare all’identità etica aziendale”. L’altro premio speciale Eccellenza e Tradizione è andato a Carlo Piacenza dei F.lli Piacenza nel settore dei tessuti di lusso per la “sapiente gestione della materia prima unità all’artigianalità del made in Italy”.

Tra i sei vincitori di categoria ci sono: Enrico e Guido Gennasio di Alfagomma (categoria prodotti industriali), Mauro Fanin di Cereal Docks (food & beverage), Nunzio Colella di Capri-Alcott (moda e retail), Marco Bernardi di Illumia (innovation & digital transformation), Antonio, Alberto e Giandomenico Auricchio di Gennaro Auricchio (per la categoria family business) e Poliform con Aldo Spinelli, Giovanni Anzani e Alberto Spinelli per la categoria dedicata alla globalizzazione.

Internet e il mondo sono due dimensioni sempre più irrinunciabili per buona parte delle imprese italiane. Lo dimostrano anche le caratteristiche dei vincitori. Illumia, per esempio, che dal 2006 opera nel mercato retail di gas ed energia, ha tenuto a battesimo Wekiwi, un fornitore di energia che vende solo online. Una “scommessa a lungo termine”, secondo il presidente di Marco Bernardi, ma che parte da due tendenze già in atto: il fatto che sempre più persone si affidano a internet per cercare il fornitore di energia e che questo tipo di comportamento è molto diffuso tra i giovani, che rappresentano il mercato di domani.

Quanto all’internazionalizzazione Poliform, spiegano le motivazioni del premio, è stata scelta perché “ha saputo sviluppare il proprio brand, leader internazionale nel mercato dell’arredamento, portabandiera del design italiano nel mondo”. Un processo graduale che ha visto i complementi d’arredo e le cucine griffati Poliform, aggredire, oltre al mercato italiano, l’estero, a partire dall’Europa (Svizzera, Francia e Germania in particolare) fino ad arrivare a Poliform Uk, al mercato russo e dell’est Europa e infine a quello americano con Poliform Usa. Oggi Poliform investe tra il 3 e l’8% del fatturato, a seconda dei diversi Paesi, in comunicazione.

“La storia ultraventennale del Premio dimostra come nel nostro Paese esista un tessuto imprenditoriale sano, capace di superare anche i periodi più critici, trasformandoli in un’opportunità per migliorare e reinventarsi, investendo in innovazione e internazionalizzazione”, ha dichiarato Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia e Managing Partner dell’area Mediterranea. “Imprese guidate da uomini e donne che hanno saputo coniugare la grande capacità di anticipare il futuro con la volontà di stare in trincea e superare le difficoltà. Imprenditori che hanno compreso l’importanza delle competenze giuste per competere in un mondo in veloce cambiamento e che hanno investito per svilupparle in azienda o cercarle sul mercato. Una strategia che, come dimostrano molte di queste storie, ha generato grandi ritorni, consentendo all’impresa di crescere”.

 

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