Lotta allo streaming illegale: la Corte Suprema di Singapore ordina il blocco delle app pirata sulle box Tv

La pirateria informatica affonda le sue radici nell’origine di Internet: è nato prima il Web o lo streaming illegale, verrebbe da chiedersi. Il problema oggigiorno non è tanto la risposta a questa domanda, quanto la necessità di trovare soluzioni per contrastare il dilagare dei sistemi illegali per lo streaming online. A Singapore ci stanno provando in tutti i modi, complice l’ultima sentenza della Corte Suprema: i servizi di provider dovranno bloccare l’accesso a tutte le applicazioni illecite per lo streaming illimitato, divenute talmente popolari da essere spesso vendute già scaricate sulle box tv Android.

Come riportato da BroadBand Tv News, queste app infrangono qualsiasi legge sul diritto di copyright, agendo come canali per accedere a siti online che rendono così disponibili contenuti piratati senza limiti. Canali Tv premium, sport in diretta, film a pagamento: queste applicazioni rappresentano le chiavi di accesso (gratuite ma illegali) al paradiso delle pay tv internazionali. Frequentemente pre-scaricate sui pacchetti box Tv, ultima frontiera dello streaming illecito, vengono venduti negli outlet al dettaglio di Singapore come Sim Lim Square, nelle esposizioni It e negli e-market più famosi del Paese.

CC0 Creative Commons

Un business che sta travolgendo come un uragano tutti i settori coinvolti nella produzione e nella distribuzione di contenuti legittimi: privati del compenso dovuto per i servizi che forniscono, le loro casse ne risultano impoverite, mettendo a rischio la catena di produzione e distribuzione in un futuro nemmeno tanto lontano. Uno scenario di per sé desolante, senza considerare che i ricavi dalla vendita di queste box “infettate” dalla pirateria informatica finiscono nelle tasche di organizzazioni criminali e privati che vivono dei guadagni di questo crimine.

Per la prima volta, quindi, una legge che prova a regolamentare e fermare la vendita di queste piattaforme. Tra i primi a commentare la notizia vi è Louis Boswell, ceo di Avia, l’associazione Industria Video in Asia: “Avia accoglie con sollievo la decisione della Corte di bloccare l’accesso a queste applicazioni così popolari oggi. Inoltre abbiamo sempre affermato l’illegalità di questi servizi a Singapore”.

“Singapore è sempre stata considerata una roccaforte del diritto della proprietà intellettuale nella regione”, ha aggiunto Neil Gane, general manager della Coalizione Contro la Pirateria (Cap) di Avia, dichiarando che questo provvedimento della Corte Suprema non è che un’ulteriore affermazione di quanto era già diffuso e detto sullo streaming illegale. Gane, oltre a ribadire il concetto che a guadagnare dalla vendita di questi servizi sono solamente i criminali, ha posto l’accento sull’inesistenza di garanzie per chi acquista queste applicazioni e le box tv che le contengono. Non ultimo, il rischio di incappare più facilmente in malware e virus: “Più la pirateria si diffonde”, conclude il general manager di Cap, “maggiori sono i rischi di una proliferazione di virus informatici”.

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