Folla di ospiti e di pubblico al Vanity Fair Stories

“Volevamo un festival dello spettacolo che raccontasse gli artisti con una liturgia diversa dal solito, e così ha preso forma Vanity Fair Stories: alla base l’idea che gli artisti raccontino qualcosa di loro, non necessariamente stimolati da un giornalista che fa domande in maniera tradizionale”. È così che Malcom Pagani, vicedirettore di Vanity Fair, racconta la nascita del loro primo festival. Una due giorni di eventi, che ha animato l’Anteo Palazzo del Cinema tra ospiti nazionali e internazionali, spettacoli, proiezioni, workshop e talk il weekend del 24 e 25 novembre.

Malcom Pagani vice direttote di Vanity Fair e Fiorello a Vanity Fair Stories (foto da www.vanityfair.it)

Una rassegna totalmente gratuita, dedicata ai lettori di Vanity, ma non solo: un modo per celebrare i quindici anni di Vanity Fair (fondato nel 2003, ndr) e l’amore e la dedizione dei suoi giornalisti per le storie. Proprio le ‘Storie’ sono il focus della manifestazione, come ribadisce Pagani. Il festival si è basato sui racconti degli ospiti che si sono succeduti vorticosamente, in un calendario fitto di incontri: un’ampia platea di personaggi, tra attori e attrici, registi, cantanti, showman, sceneggiatori, produttori, influencer, esperti di comunicazione e sportivi, scelti per offrire al pubblico un’esperienza a 360 gradi del panorama artistico contemporaneo.

“Abbiamo cercato di avere una rosa di ospiti più larga possibile, con anima sia artistica sia popolare”, conferma il vicedirettore di Vanity Fair, “e ognuno si è veramente raccontato con generosità e non come un compito da assolvere controvoglia: ciascuno ha donato al pubblico qualcosa di personale e veramente sentito”. Nelle sale del Palazzo del Cinema si sono alternati Andrea Pirlo e Fedez, Carlo Verdone e Francesco Piccolo, Mika e Geppi Cucciari, Fiorello e Alessandro Borghi, Cristiana Capotondi e Paolo Genovese, Massimo Gramellini e Marco Giallini, ma anche proiezioni di livello come l’anteprima di Roma, il nuovo film di Alfonso Cuaron vincitore del Leone al Festival del Cinema di Venezia, e de “L’Amica Geniale” di Saverio Costanzo, trasposizione del celeberrimo libro di Elena Ferrante. La kermesse infine si è chiusa con una serata musicale, in cui si sono esibiti i Negramaro, Tommaso Paradiso, Carl Brave e Luca Carboni.

Il festival del settimanale di Condé Nast ha riscosso, sin dal suo primo giorno, un immediato successo tra i milanesi: nonostante la pioggia, il pubblico ha pazientemente atteso in fila di poter entrare per incontrare i propri idoli, per rubare un selfie con gli ospiti più chiacchierati (il rapper Fedez in testa a tutti, ma anche l’ex calciatore Andrea Pirlo) e per partecipare ai workshop. La buona riuscita della rassegna si può misurare non solo dalle centinaia di persone che hanno occupato Via Milazzo, dove c’è l’’Anteo, ma anche dalla quantità di interazioni che hanno interessato i social network. Oltre 800 post su Instagram pubblicati con l’hashtag ufficiale #vanityfairstories, una quantità incalcolabile di stories e un ritmo incessante di cinguettii lanciati su Twitter. D’altronde, da un festival che si chiama “Stories”, strizzando l’occhio al format del social network fotografico più popolare al mondo, non ci si poteva aspettare altro.

Alice Scaglioni

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