Rai, via libera dal cda alle direzioni di rete: De Santis a Rai1, Freccero a Rai2. Bulbarelli alla guida di RaiSport, Preziosi a Rai Parlamento

Il consiglio di amministrazione Rai ha dato il via libera alle nomine di Teresa De Santis a direttore di Rai1 e di Carlo Freccero a direttore di Rai2. Il cda ha inoltre approvato la nomina di Auro Bulbarelli alla guida di Raisport e di Antonio Preziosi alla direzione di Rai Parlamento.

Il Consiglio di amministrazione – si legge in una nota di Viale Mazzini – ha espresso apprezzamento per i nomi proposti ed ha ringraziato i Direttori uscenti di rete e di testata Angelo Teodoli, Andrea Fabiano, Bruno Gentili e Nicoletta Manzione per il prezioso lavoro svolto. Le proposte dell’amministratore delegato sono state approvate ad ampia maggioranza.

“Si tratta ancora una volta di scelte tese alla valorizzazione di eccellenti professionisti con una lunga storia aziendale con le quali rafforzare la leadership televisiva del Servizio pubblico e renderla ancor più autorevole ed universale”, ha commentato l’amministratore delegato Fabrizio Salini.

Rinviata invece la scelta di un vice presidente. Secondo le indiscrezioni, candidato alla carica doveva essere Giampaolo Rossi, il cui nome ha provocato però diverse polemiche per alcune sue dichiarazioni contro il presidente Mattarella.

Il commento dell’Usigrai
La scelta dei direttori di rete è stata commentata in una nota dall’UsigRai. “Positivo ovviamente che sia stato finalmente assegnato un Direttore a Rai Sport. Ora ci auguriamo che vengano assicurate anche le risorse e gli investimenti necessari al rilancio della testata”, ha scritto il sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, chiedendosi se sia già stata proposta una collocazione a Nicoletta Manzione, direttore uscente di Rai Parlamento sia già stata offerta “una collocazione alternativa”. “Che ad oggi ancora non ci risulta proposta a Montanari e Colucci, oltre che a Orfeo e Maggioni”.

Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai (Foto: Ansa/Fabio Campana)

“Sulle reti, lascia basiti la scelta di affidare la direzione a un pensionato che potrà guidarla al massimo per un anno. Una scelta incomprensibile, offensiva nei confronti di tutti gli altri dipendenti in servizio. Per di più ancora un cambio di direttori fatto senza piano industriale, senza piano editoriale e alla vigilia dei piani su reti e testate che dovranno essere fatti entro marzo”, si legge ancora nella nota. “Il quadro che emerge è di un gruppo dirigente di corto respiro, ormai da 4 mesi impegnato a spartire poltrone più che a costruire il futuro della Rai Servizio Pubblico”, hanno concluso.

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