Scontro Di Maio-Calabresi a diMartedì. Il vicepremier: libertà non è scrivere bugie. Il direttore di Repubblica: smentiamo le vostre

Nuovo capitolo nello scontro Repubblica-Cinque Stelle: a Di Martedì su La7 è andato in onda un botta e risposta tra il vicepremier Luigi Di Maio e il direttore di Mario Calabresi sulla libertà di stampa. “Un dato essenziale della libertà di stampa è che la politica non metta il naso nelle cose dei giornali”, ha detto Calabresi nel corso del programma condotto da Giovanni Floris. “La libertà di stampa non significa libertà di scrivere bugie”, ha risposto Di Maio che ha aggiunto: “Voglio un giornale che faccia le pulci al governo ma non abbia la libertà di dire bugie”. “Abbiamo il dovere di smentire le bugie che dice il governo”, risponde Calabresi.

Diversi i punti del confronto, a partire dall’ex editore del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti. “Guardi le carte, non ha più un’azione da sei anni, le ha date ai figli”, dice Calabresi. “Avete fatto una campagna contro Berlusconi che aveva dato le azioni ai figli – attacca Di Maio – e ora invece…”. “Berlusconi è entrato in politica – ribatte Calabresi – De Benedetti invece si è ritirato”.

Il direttore di Repubblica accusa poi Di Maio di volere un regime coreano per scegliersi gli editori che gli piacciono. “Due le cose che servono in un paese civile – dice Di Maio riecheggiando le argomentazioni della lista nera del M5S contro gli editori impuri – Primo, voglio un editore che non dia notizie sulla sanità pubblica da proprietario della sanità privata. Secondo, va rispettata la dignità dei giornalisti che significa pagarli con prezzi equi”. “Su questo fronte mi trova al suo fianco – dice subito Calabresi – sono direttore di un giornale che non paga dieci euro a pezzo”.

Di Maio guida poi il dibattito sulla società Autostrade e il coinvolgimento sul crollo del ponte Morandi. “Gedi (la società editrici di Repubblica, ndr) – ha una persona nel Cda che governa Autostrade”, dice. “E’ un consigliere indipendente – ribatte Calabresi – Ho fatto un video per rispondere alle vostre calunnie su questo. Non abbiamo fatto sconti ad Autostrade. Il giorno dopo avevamo 7 pagine sui Benetton”.

L’ultima stoccata è di Calabresi, che ricorda di avere due querele con Di Maio e tre con Casaleggio: “Le ridò una querela che mi è arrivata ed è intestata a Luigi Calabresi, che come tutti sanno è morto molti anni fa, così me la ridate giusta. Dà l’idea dell’approssimazione con la quale fate le cose”. La risposta di Di Maio: “Sarà un errore formale dell’avvocato. Ci sono tante approssimazioni anche nelle cose che scrivete nei vostri articoli”.

Prima di salutarsi i due si sono stretti la mano.

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