Condé Nast e Condé Nast International verso la fusione. Sauerberg lascia, Newhouse chairman del board of directors

Le indiscrezioni erano cominciate questa estate e ora è ufficiale: Condé Nast e Condé Nast International, la società a cui fanno capo tutte le edizioni al di fuori degli Usa, si fonderanno.A guidare la nuova Condé Nast non sarà l’attuale ceo per gli Usa, Bob Sauerberg, che lascerà l’incarico appena verrà trovato un nuovo ceo globale. Contemporaneamente Jonathan Newhouse, l’attuale chairman e ceo di Condé Nast International, è stato nominato chairman del board of directors, ruolo ricoperto a lungo da Si Newhouse, e continuerà ad avere base a Londra.

Jonathan Newhouse (foto LaPresse/Gian Mattia D’Alberto)

A monte della decisione c’è il diverso andamento delle due società: quella americana in perdita e quella
internazionale profittevole. In Condé Nast dal 2005 e ceo dal 2016, Sauerberg aveva recentemente presentato un piano che, tra tagli e diversificazioni, mirava al ritorno agli utili nel 2020. Il progetto non è comunque di fondere gli staff dei magazine – ad eccezione di quelli di Condé Nast Traveler Us e Uk come già annunciato in agosto – ma di rendere più globali i brand sia sul fronte della raccolta pubblicitaria sia nel digitale con la creazione di un’unica piattaforma per tutti i siti web di Condé Nast.

“Quello che risulta evidente è che due strutture separate non rispondono al meglio alle nostre aspirazioni”, hanno affermato in una nota congiunta Jonathan e Steve Newhouse. “Operare come una società globale ci aiuterà a realizzare la nostra ambizione di offrire il più alto livello di giornalismo, esperienze e valore per il nostro pubblico, gli inserzionisti e i partner e creerà anche nuove opportunità
per migliorare la collaborazione tra colleghi di tutto il mondo”. A chi ha ipotizzato che la fusione potrebbe essere stata decisa per valorizzare il gruppo in vista di una cessione, Jonathan Newhouse ha risposto: “Condé Nast non è in vendita e non lo sarà”.

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