Rai: i giornalisti idonei al concorso diffidano l’azienda

Il Comitato per l’Informazione Pubblica, fondato da oltre 100 giornalisti dichiarati idonei nel concorso Rai del 2015 e volto all’assunzione di giornalisti, con l’assistenza dell’avv. Vincenzo Iacovino, “ha diffidato l’azienda, facendo cosi chiarezza sul loro diritto all’assunzione e il conseguente obbligo della Rai”.

L’atto, spiegano in una nota i giornalisti del Comitato, “è stato recapitato qualche giorno fa, tra gli altri, al Presidente della Rai Marcello Foa, all’amministratore delegato Fabrizio Salini, ai singoli componenti del consiglio di amministrazione e, tra questi, al consigliere eletto dai dipendenti Riccardo Laganà, alla Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Secondo il Comitato l’azienda, in caso di nuove assunzioni di giornalisti, “è obbligata ad attingere esclusivamente tra i dichiarati idonei delle graduatorie 2013 e 2015. Obbligo che deriva dalla legge di Bilancio 2018 – legge 27.12.2017 n. 205 – al comma 1096. Altre soluzioni violerebbero la legge, comporterebbero uno sperpero di denaro pubblico e rischierebbero di riportare l’azienda a pratiche poco trasparenti”.

La sede Rai di Viale Mazzini (Foto Ansa -ALESSANDRO DI MEO)

“A più di tre anni dalla selezione pubblica cui abbiamo partecipato- scrivono- ancora non sappiamo come la Rai intenda procedere nei confronti della nostra graduatoria. Nella sua recente audizione davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, l’amministratore delegato ha dichiarato: ‘Stiamo valutando’. Questa è si un’apertura, ma dai contorni vaghi e comunque non conformi al disposto normativo che prevede precisi obblighi. La nostra diffida nasce forzatamente da questo lungo stato di silenzio ed incertezza sul diritto che abbiamo maturato e che esigeremo anche davanti alle competenti autorità giudiziarie, in caso di inadempimento da parte della Rai”.

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