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I media ci vogliono delegittimare. Cinque Stelle: presto una legge sul conflitto di interessi

Media di nuovo nel mirino dei Cinque Stelle, accusati di delegittimare il Movimento. Con la promessa del
partito di Di Maio di interventi legislativi “contro il conflitto di  interessi degli editori e garantendo l’equo compenso a tutti i  giornalisti”. “La strategia messa in atto da quelle lobby, famiglie di grossi prenditori e banchieri, una volta perso il controllo sul potere legislativo ed esecutivo, si è orientata esclusivamente all’uso  brutale dell’unico potere che gli è rimasto in mano, il quarto, quello mediatico. E la strategia ha un nome: delegittimazione”, attaccano i  Cinque Stelle, in un lungo post pubblicato sul blog delle stelle, [1] dal
titolo ‘Il quarto potere vuole delegittimare il MoVimento 5 Stelle [1] –  #iononcicasco’.

Luigi Di Maio (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

Da quando siamo al governo “la strategia del quarto potere, quello  mediatico, ha scalato di livello”. “Abbiamo visto i rappresentanti del potere mediatico, in questi giorni, in televisione, giustificare il
loro accanimento nei nostri confronti dicendo ‘voi siete il potere,  per quello vi massacriamo’.

La delegittimazione ha colpito “i nostri sindaci: due anni di fango  contro Virginia Raggi. Colpisce i nostri parlamentari: ultimo arriva  l’articolo sessista sull’Espresso contro Lucia Azzolina. Colpisce i
nostri ministri e sottosegretari: video tagliati ad hoc, foto rubate,  piccole gaffe o lapsus ingigantiti ad arte e sbattuti in prima pagina”.

“Colpiscono anche Luigi Di Maio in questi giorni, essendo immacolato usano i parenti sbattendo in prima pagina suo padre per storie di 10 anni fa – si legge ancora – . E attenzione non è che Luigi sia sotto accusa per aver aiutato il babbo mentre era ministro, come è stato per Renzi (il cui babbo aveva incontrato mezza Consip  mentre lui era premier) e Boschi (perché non querela De Bortoli che ha raccontato del suo incontro con l’ad di Unicredit per conto del padre?), ma per un vincolo di sangue”.

“Ma i titoli sono confusi, ammiccano a qualcosa che non c’è e non  esiste, sono fabbricati ad arte con un unico fine: la delegittimazionetotale del MoVimento 5 Stelle. La risposta di Luigi è stata la massima
trasparenza che ha spazzato via le menzogne e le falsità delle ultime ore”, scrivono sempre sulla vicenda del padre di Di Maio.

“La nostra battaglia continua. E per la libertà di stampa interverrem ocon la legge contro il conflitto di interessi degli editori e  garantendo l’equo compenso a tutti i giornalisti“, conclude il post.