Caso Di Maio: minacce di morte alla ‘iena’ Roma. La trasmissione tv: troppa gente vuole zittire chi racconta le notizie

“Se ti incontro per strada ti ammazzo”. Minacce di morte a Filippo Roma, il giornalista delle Iene che si sta occupando del caso del papà di Luigi Di Maio. A rivelare l’episodio è lo stesso programma televisivo in un post condiviso anche sul profilo social. “Tutta la nostra solidarietà a Filippo Roma, minacciato di morte dopo l’inchiesta con Marco Occhipinti sul caso Di Maio. Qualcuno abituato all’idea di zittire in qualsiasi modo chi fa il suo lavoro di dare notizie e informazione?”. “Il clima è grave e non parliamo solo del rischio terribile che si passi dalle parole ai fatti. C’è troppa gente che vuole zittire in ogni maniera chi fa il proprio lavoro di raccontare notizie”.

Accanto alla ‘iena’ Roma – che con Occhipinti nei mesi scorsi aveva firmato l’inchiesta sulla mancata restituzione dei rimborsi da parte dei parlamentari M5S – si sono schierate la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine nazionale dei giornalisti. “In nessun Paese che si dica civile”, hanno scritto le due sigle, “è accettabile che si tenti di mettere il bavaglio all’informazione ricorrendo a intimidazioni e violenze. Purtroppo, stiamo assistendo ad una escalation di minacce contro chi fa informazione. È necessario che la politica faccia la sua parte per ripristinare un clima di tolleranza e rispetto”.
“Alle autorità e alle forze dell’ordine chiediamo di indagare a fondo e in fretta su questo ennesimo episodio e di adoperarsi per fare in modo di garantire a tutti gli operatori dei media di poter svolgere in serenità e sicurezza il loro lavoro al servizio dei cittadini. Siamo accanto a Filippo Roma e alla redazione del programma ‘Le Iene’ e saremo al loro fianco in qualunque iniziativa decideranno di intraprendere”.

Carlo Verna (Cnog) e Raffaele Lorusso (Fnsi)

Sulla vicenda si è espresso anche Luigi Di Maio. “So che in rete si sta attaccando Filippo Roma delle Iene: io, come sulla questione dei rimborsi, anche su quella che riguarda i lavoratori in nero di mio padre non credo che si debba attaccare Filippo Roma, perché grazie a quel servizio io ho scoperto anche dei non detti della mia famiglia”.
“Ho conosciuto aspetti della mia famiglia e questo aiuta sempre nei rapporti figli-genitori. Ho preso le distanze da quei comportamenti e sono contento che mio padre abbia chiesto scusa, ma non prendo le distanze da mio padre, che resta mio padre”. E comunque, ha ribadito, “non si attacchi Filippo Roma e non si attacchino i giornalisti che hanno fatto conoscere questa vicenda”.

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