Tim, timori di Vivendi: dopo il cambio di ceo non c’è un nuovo piano. Con separazione Rete rischio per il 5G e perdita posti di lavoro

“Siamo molto, molto preoccupati per la situazione e il cambio di ceo, perché non c’è un nuovo piano industriale, il che avrà un effetto estremamente negativo sul quarto trimestre e sull’outlook del 2019”. Lo ha detto all’Ansa un portavoce di Vivendi, parlando della situazione in Tim, in vista della riunione del board del 6 dicembre, tradizionalmente dedicato alla discussione delle linee guida del piano da aggiornare e all’approvazione del budget preliminare per l’anno successivo.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

“Siamo convinti che smantellare l’azienda e separare la rete porterà una perdita di molti posti di lavoro e possa addirittura mettere in pericolo l’esistenza stessa di Tim, perché se dividiamo la Rete non consentiamo al Governo di raggiungere il suo obiettivo e si blocca lo sviluppo del 5G”, ha aggiunto ribadendo il no della media company francese allo ‘spezzatino’ per la telco.

Preoccupazione anche pere il futuro del DigiTim. “Siamo molto, molto preoccupati perchè il piano di trasformazione è stato bloccato e nessuna novità è stata prevista in sua vece”, ha spiegato ancora il portavoce “E’ come un aeroplano che decolla per un lungo volo, sta per lasciare la pista, il suo pilota viene a mancare e non c’è nessun pilota affidabile in cabina che possa prenderne il controllo a causa della disorganizzazione di Elliott”.

“Siamo a favore del piano industriale votato il 4 maggio dal 98% degli azionisti e da Elliott che validò il piano triennale”, ha aggiunto poi il portavoce. “Non capiamo, non c’è ragione per cui dopo 6 mesi le cose siano cambiate così”.

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