Mediaset-Vivendi: chiesta la risoluzione del contratto Premium. Udienza rinviata il 12 marzo

Mediaset e Fininvest, promotrici della causa civile contro Vivendi per il mancato acquisto di Premium e la presunta tentata scalata dei francesi, nell’udienza di oggi hanno formalizzato una variazione della loro richiesta: non più l’esecuzione del contratto ma la sua risoluzione per inadempienza. Contratto che risale all’aprile del 2016 e che prevedeva uno scambio paritetico di azioni tra le capogruppo del 3,5%. Per questo sono state avanzate richieste di memorie aggiuntive e il giudice ha dato i termini per il deposito.

Pier Silvio Berlusconi (foto Ansa)

Pier Silvio Berlusconi (foto Ansa)

La nuova richiesta di risoluzione del contratto da parte del gruppo di Cologno Monzese, formalizzata stamane in udienza, è legata anche al fatto che Mediaset ha venduto a Sky la piattaforma tecnologica di Premium e nella primavera ha firmato un accordo sui contenuti relativo ai canali di trasmissione. Alla luce della nuova istanza il giudice Daniela Marconi, che ha riconvocato le parti per il prossimo 12 marzo, ha dato i termini per il deposito di memorie aggiuntive: al gruppo italiano il 30 gennaio e a quello francese il 28 febbraio. A questo punto, è stato fatto notare, pure Mediaset Premium (controllata da Mediaset tramite Rti) può entrare a pieno titolo come parte nella causa in cui, per il mancato acquisto è stato chiesto a Vivendi un risarcimento di circa 3 miliardi.

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