Lo sport in Italia vale 17 miliardi di euro. E cresce il ricorso alle sponsorizzazioni come forma di marketing

Lo sport genera sviluppo economico per oltre 17 miliardi di euro in produzione associata. Il dato emerge dallo studio Prometeia presentato oggi al XVII forum annuale del Comitato Leonardo dal titolo ‘Sport e Imprese: play together, win together’. Organizzato in collaborazione con Agenzia Ice, Confindustria e Coni, l’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Luisa Todini, presidente Comitato Leonardo, Giuseppe Mazzarella, presidente Agenzia Ice, Giovanni Malagò, presidente del Coni e Alessio Rossi, vicepresidente di Confindustria e presidente dei Giovani Imprenditori.

“Impresa e sport, a cui quest’anno dedichiamo il focus del nostro Forum, rappresentano due mondi sempre più vicini, la cui integrazione genera benessere economico, oltre che fisico e sociale”, ha dichiarato Luisa Todini, presidente del Comitato Leonardo. “Parliamo di una filiera di quasi 40 mila imprese attive sul territorio, che contribuisce in modo crescente alla ricchezza nazionale, con oltre 17 miliardi di produzione associata e 120 mila addetti. Lo sport rappresenta inoltre uno straordinario volano di crescita per il Made in Italy: molte imprese italiane attive nel settore sportivo si sono affermate sui mercati esteri, in un contesto fortemente competitivo, grazie a standard altissimi di qualità, eccellenza tecnologica e design. La sfida per il nostro export è ora quella di raggiungere e conquistare nuovi mercati e nuove fasce di consumatori, a cominciare da quelli asiatici, che offrono molte potenzialità. Per raggiungere questo obiettivo è importante lavorare in chiave di sistema e, appunto, fare squadra per vincere insieme”.

(elaborazione Prometeia-Comitato Leonardo)

Il comparto più rilevante del settore sportivo Made in Italy, rileva lo studio Prometeia, è quello del commercio, che rappresenta poco meno della metà del valore della produzione e del numero di addetti. Il secondo è quello manifatturiero, che fa riferimento ai produttori di articoli sportivi, con circa 2.300 imprese e quasi 19 mila addetti, che generano 5,3 miliardi di euro di fatturato. Segue come terzo comparto quello dei servizi sportivi, che incide per il 21% sul valore della produzione ma sfiora il 37% in termini occupazionali.

Alessio Rossi, Giovanni Malagò, Luisa Todini e Giuseppe Mazzarella

Negli ultimi 5 anni – emerge dallo studio – il settore sportivo ha mostrato una crescita continua a ritmi piuttosto sostenuti, in netta controtendenza con la dinamica poco più che stagnante dell’economia italiana. Il commercio, con una crescita annua media del 3,9%, si è rivelato il settore più dinamico, anche se il gap più ampio rispetto al benchmark di riferimento è quello relativo al manifatturiero (+ 3,7% rispetto all’1,1% del totale industria italiana).

(elaborazione Prometeia-Comitato Leonardo)

L’evoluzione della redditività del settore sportivo ha ricalcato la dinamica delle esportazioni, testimoniando come in questi anni lo sviluppo delle imprese produttrici di articoli sportivi sia stato guidato principalmente dal rafforzamento delle strategie di internazionalizzazione. Nel 2017 i flussi di commercio mondiale di articoli sportivi hanno raggiunto la soglia record di 58 miliardi di euro, il doppio rispetto alla prima metà del decennio scorso. Un’evoluzione molto vivace soprattutto nel periodo 2010-2017, che ha visto il consolidamento delle strategie di globalizzazione da parte dei grandi gruppi multinazionali e la crescita esponenziale delle pressioni competitive dei produttori asiatici (Cina e Vietnam in primis), che dalle fasce basse del mercato si stanno progressivamente spostando verso produzioni a maggiore valore aggiunto.

(elaborazione Prometeia-Comitato Leonardo)

In 7 anni, rileva lo studio Prometeia, le nostre esportazioni hanno registrato una crescita cumulata del 28% in valore, il doppio rispetto alle esportazioni italiane complessive. Attualmente le vendite estere di manufatti sportivi made in Italy valgono oltre 2 miliardi.

(elaborazione Prometeia-Comitato Leonardo)

Per quanto riguarda la composizione geografica dell’export made in Italy, l’area europea si conferma come il principale mercato di sbocco per il settore sportivo, con il 70% del totale vendite estere. Seguono i Paesi dell’area Nafta (Canada, Usa, Messico) col 10% e i mercati asiatici (6%). Secondo lo studio, la piccola dimensione delle aziende costituisce il principale vincolo all’allargamento del perimetro geografico delle esportazioni settoriali: per le piccole imprese, infatti, la distanza fisica dal cliente rappresenta un serio limite allo sviluppo.

(elaborazione Prometeia-Comitato Leonardo)

Lo studio approfondisce poi le sinergie tra sport e imprese attraverso lo strumento della sponsorizzazione, una delle forme di marketing che cresce più rapidamente. La sponsorizzazione di grandi eventi sportivi consente di aumentare l’awareness del proprio brand o prodotto, attrarre ampie fasce della comunità, abbattere le barriere culturali grazie al carattere internazionale e inclusivo dei grandi eventi sportivi. La sponsorizzazione si rivela un ottimo strumento di marketing anche per le piccole e medie imprese, che spesso in ragione di budget più limitati si rivolgono ai cosiddetti “sport minori”, sponsorizzando realtà sportive locali e rafforzando così anche il legame con il territorio.

(elaborazione Prometeia-Comitato Leonardo)

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