Editoria, Lorusso: finanziamento pubblico garanzia di pluralismo. Non tagliamo tutto, facciamo funzionare il fondo

“La stampa dà fastidio a chi governa specialmente quando fa domande, quando aiuta l’opinione pubblica a crescere. E’ evidente che oggi, da parte di un settore del governo italiano, c’è il tentativo di impedire alla stampa di svolgere il proprio ruolo, quello di aiutare a sviluppare il pensiero critico. La formazione di una opinione non può mai essere considerata un atto eversivo o di avversione verso chi governa, perché è essenziale per la democrazia”. Lo ha detto il segretario nazionale dell’Fnsi, Raffaele Lorusso, a margine del convengno che si è svolto oggi a Montecitorio in occasione dei 100 anni dell’Associazione della stampa parlamentare (Asp).

Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi (Foto Ansa/Fabio Frustaci)

“Il pluralismo è consentire a tutte le diverse visioni del mondo di esprimersi. Per questo va difeso il finanziamento pubblico, il fondo editoria, che può aiutare la stampa minore”, ha aggiunto Lorusso, in riferimento al taglio del fondo a cui sta lavorando l’esecutivo con un emendamento alla legge di bilancio che verrà presentato al Senato, come ha annunciato il sottosegretario Vito Crimi. “Il problema non è tagliare tutto – ha sottolineato Lorusso – facciamo invece funzionare il fondo con trasparenza e senza abusi, per difendere la stampa, ma anche l’occupazione”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Copyright, gli editori a Strasburgo: dite sì alla direttiva. L’Europa ha bisogno di stampa libera

Copyright, gli editori a Strasburgo: dite sì alla direttiva. L’Europa ha bisogno di stampa libera

Terna, investimenti in Italia per 6,2 miliardi di euro, il piano più importante di sempre

Terna, investimenti in Italia per 6,2 miliardi di euro, il piano più importante di sempre

Apple: New York Times e Washington Post non saranno nel nuovo servizio di news. Tra le testate big presente il Wall Street Journal

Apple: New York Times e Washington Post non saranno nel nuovo servizio di news. Tra le testate big presente il Wall Street Journal