Nel 2017 sono 78 i giornalisti uccisi e 326 quelli finiti dietro le sbarre. Il report di Article 19 sulla libertà di stampa

Nel 2017 sono 326 i giornalisti imprigionati e 78 quelli uccisi mentre svolgevano il proprio lavoro. Lo riferisce il report di Article 19, organizzazione nonprofit per i diritti umani con sede nel Regno Unito. Più della metà dei giornalisti imprigionati, molti dei quali come oppositori politici, si trovano in Turchia, Cina ed Egitto.

“Quello che sta accadendo è un fenomeno globale e molte violazioni si verificano in paesi in cui la libertà di espressione è sempre stata tutelata”, rileva Thomas Hughes, direttore esecutivo di Article 19. Secondo la Ong l’ostilità nei confronti dei media si sta, inoltre, normalizzando a livello mondiale anche a motivo dell’utilizzo di un linguaggio sempre più ostile da parte dei leader populisti, che a più riprese insultano e demonizzano la categoria dei giornalisti. Quelli ad essere più esposti agli attacchi sono i giornalisti che si trovano a dover operare in comunità piccole e marginali. Non è un caso, infatti, che il 97% di chi si trova dietro le sbarre siano giornalisti locali. Anche il web, sempre più terra di caccia per i produttori di fake news, non è incolume dagli attacchi alla libertà di espressione.

Quanto ai paesi dove la libertà di stampa è più garantita, secondo 5 indicatori scelti da Article 19 (la restrizione di attività civiche compreso il diritto di protesta, la censura su internet, la libertà d’espressione dei media, la sicurezza dei giornalisti e la trasparenza del governo), ai primi posti ci sono: Danimarca, Norvegia, Svizzera, Germania e Finlandia.

Oltre alla Turchia, è stata rilevata una significativa compressione della libertà di stampa anche in Yemen, Burundi, Romania, Zanzibar. In Sri Lanka, Gambia, Isole Fiji, Repubblica Centrafricana e Somalia, invece, la libertà di espressione è cresciuta negli ultimi 4 anni.

Commentando i dati di Article 19, il Guardian ricorda anche che, secondo Committee to Protect Journalists, nel 2018 il conto dei giornalisti uccisi ha già  raggiunto quota 31, tra i quali il saudita Jamal Khashoggi.  E negli ultimi 10 anni, secondo un’analisi Cpj Data, sono 300 i giornalisti uccisi in più di 40 stati. Nel periodo i numeri più alti di omicidi sono stati registrati in India, Messico, Brasile, Pakistan e Russia.

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